Spazi pubblici vietati ai filo-fascisti, Romagna Migrante: "Forza Nuova non è benvenuta a Cesena"

militanti di Forza Nuova intervenuti al consiglio comunale tenutosi a Cesena giovedì 28 Settembre sono gli stessi che, in nome della (loro) libertà, hanno tentato di boicottare l’unione civile di due nostri concittadini omosessuali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

“Nessuna conquista è per sempre”, diceva anni fa Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi, uno dei sette fratelli anti-fascisti fucilati a Reggio Emilio nel 1943. Aveva ragione, ovviamente. Nell’ambiguità dei giorni nostri, sono in tanti a sostenere che non ha più senso dividersi tra fascisti e antifascisti o, addirittura, che vietare per legge l’apologia di regime fascista e nazista risulterebbe essere un deficit per la nostra libertà…per la nostra democrazia. Ebbene, noi di Romagna Migrante rivendichiamo che non c’è libertà e non c’è democrazia che non siano antifasciste per loro natura.

I militanti di Forza Nuova intervenuti al consiglio comunale tenutosi a Cesena giovedì 28 Settembre sono gli stessi che, in nome della (loro) libertà, hanno tentato di boicottare l’unione civile di due nostri concittadini omosessuali a febbraio di quest’anno, proprio in Piazza del Popolo, inscenando una tetra provocazione contro gli sposi e i loro invitati. Ancora, sono gli stessi che mesi prima avevano organizzato un presidio (messo in ridicolo da una contro-manifestazione nata spontaneamente e ben più partecipata!) davanti alla stazione della nostra città contro il “degrado portato dagli stranieri”. A parer loro, il solo fatto di non essere cittadini d’origine italiana sarebbe sintomo di degrado. A queste teste rasate che si compiacciono nel vestirsi di nero e di pantaloni mimetici (feticci della loro cultura di violenza) vogliamo dire chiaramente che a Cesena non saranno mai i benvenuti! Vogliamo dir loro, come cesenati, che siamo in tanti a credere in una città che s’ingrandisce e diventa più ricca quando “fa sue” le tante diversità che contiene.

Ma soprattutto ci sentiamo di ragionare sul fatto che il ddl Fiano ha acquisito un clamore tale perché nel Paese, e anche a Cesena, tira una brutta aria. Non si può negarlo: non ci siamo dimenticati del sabotaggio ai contatori del gas nel centro d’accoglienza di Borello l’inverno scorso, che ha tenuto un gruppo di senzatetto stranieri al freddo per una notte. Non solo. Fatti ben più gravi accadevano nello stesso periodo a Rimini, quando un uomo ha accoltellato un ragazzo nero, solo perché faceva l’elemosina fuori da un supermercato. Sempre non lontano da noi, a Fermo, nell’estate del 2016 è morto Emmanuel, africano, ucciso da un fanatico della superiorità della razza. E’ palese quindi che, per poterci almeno definire cittadini, siamo ancora costretti a difendere quelle vecchie conquiste di cui parlava la figlia di Antenore Cervi. Altro che superamento del problema dei fascismi!

Il ddl Fiano però non basta. Magari fosse sufficiente solo questo. È necessaria una cultura dell’antirazzismo e dell’antifascismo che oggi risulta essere talmente impopolare che nessuna formazione partitica si arrischia di rappresentare. Del resto, Emanuele Fiano è parte dello stesso governo che ha partorito una legge (il “decreto Minniti”) che, pur di bloccare gli sbarchi di migranti sulle nostre coste, ha fatto accordi con i clan criminali della Libia. Quel Paese africano da dove partiva la maggior parte dei migranti intenzionati a raggiungere l’Europa oggi è una prigione, un grande “lager”.

No. Romagna Migrante è convinta che i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo sono fatti di buone pratiche quotidiane. Noi queste pratiche vogliamo costruirle dal basso, a partire dalle scuole gratuite di italiano per stranieri; dallo sportello legale per chi vive in strada e non si sognerebbe neppure di avere dei diritti; dalla solidarietà alle vittime della “mala accoglienza” nostrana; dall’impegno costante contro l’indifferenza che vorrebbe rendere invisibile questo popolo di diseredati. I diritti di queste persone sono i diritti di noi tutti. Sono quelle “conquiste” di cui parlavamo prima, che mai saremo disposti a lasciarci portare via né da chi semina odio né da chi vorrebbe mettere la ragion di stato dell’“Europa-Fortezza” al di sopra della dignità delle persone.

Questi tempi ci mettono alla prova insomma. Anche a Cesena. Romagna Migrante però raccoglie la sfida per farsi contenitore di una città degna per tutti i suoi cittadini. Un nuovo anno d’iniziative è alle porte e ne approfittiamo per invitare chiunque a esserne protagonista insieme a noi. Per una città plurale e, sempre, antifascista!"

Romagna Migrante
 

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