Università, Angeli (PLI): "Serve urgentemente un ateneo romagnolo"

"Si levano da molte parti in Romagna vibrate proteste contro la bozza di statuto presentata dall’Università bolognese che, tra l’altro, escluderebbe rappresentanti romagnoli, oggi ce ne sono due"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Si levano da molte parti in Romagna vibrate proteste contro la bozza di statuto presentata dall’Università bolognese che, tra l’altro, escluderebbe rappresentanti romagnoli, oggi ce ne sono due, dal consiglio d’amministrazione dell’ateneo. Da anni personalmente sostengo la necessità di realizzare un ateneo autonomo romagnolo e ritengo che questa sia solo l’ennesima prova di come questa necessità sia reale ed urgente. Le sedi distaccate romagnole dell’università di Bologna hanno in questi anni dimostrato di saper camminare con le proprie gambe, di avere successo e popolarità tra gli studenti e di avere le carte in regola per essere finalmente indipendenti dall’ateneo emiliano.

La situazione di subalternità agli interessi della sede centrale bolognese infatti spesso configgono con gli interessi locali e con la possibilità di ulteriore sviluppo delle varie facoltà. I finanziamenti pubblici destinati all’università sono infatti gestiti interamente da Bologna come più le conviene, spesso a scapito della Romagna, che pure investe tramite gli enti locali, cifre ingenti a favore delle proprie sedi. La ricerca ed il suo indotto, uno dei principali vantaggi nell’avere una università in casa, sono ancora troppo sbilanciati a vantaggio di Bologna, che lascia alle sedi distaccate solo briciole e che tenderà a farlo ancor di più se nel consiglio di amministrazione non siederà più alcun rappresentante locale romagnolo.

Chi difende ancora la dipendenza da Bologna, ed i nostri locali amministratori l’hanno fin’ora sempre fatto, anche quelli che oggi si lamentano, dice che comunque le sedi romagnole hanno il vantaggio di fregiarsi dell’immagine e del prestigio dell’ateneo emiliano. Credo che a questo si possa rispondere facilmente dicendo che una immagine ed un prestigio le nostre sedi già se lo sono guadagnato e se fossero autonome avrebbero la possibilità di accrescere questo prestigio a livello europeo e mondiale. Al di là del puro orgoglio romagnolo, che vorrebbe che fossimo un po’ padroni a casa nostra, vorrei far notare infine per l’ennesima volta l’asimmetria che regna nella nostra regione dove in Emilia risiedono ben 4 università, mentre in Romagna abbiamo sono solo sedi distaccate di Bologna, senza nessuna capacità decisionale propria. Chiudo con un cenno storico ricordando che Cesena fu già sede di una importantissima ed antichissima università fatta chiudere da Napoleone Bonaparte per sfregio al Papa.

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