Progetto Novello, Libera Cesena: "Un’opportunità urbanistica persa"

"Richiamata sugli aspetti negativi più evidenti, l'amministrazione Lucchi ha candidamente affermato che il progetto non è più modificabile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Martedì abbiamo partecipato, in qualità di Esperti per Libera Cesena, alla seconda seduta della Commissione Consiliare congiunta del Comune di Cesena, intitolata “Progetto Novello: gli sviluppi e le risposte al problema abitativo”; incontro che, finalmente, ha visto la partecipazione sia dei tecnici progettisti (responsabili quindi dell’aspetto architettonico), sia della società “Fabbrica”, incaricata della gestione economica e funzionale dell’opera. Risultato: istituzioni e tecnici hanno mostrato la volontà di valutare i dettagli esecutivi del progetto. Questo dovrebbe rassicurare i Consiglieri comunali dell’opposizione, i quali invece – all’unanimità – si sono contrari a tale intervento, visto e considerato che non è ancora disponibile un programma che definisce precisamente tempi e modi di realizzazione. Tutto ciò, quindi, desta non poca preoccupazione tra Consiglieri ed Esperti, visto che la progettazione è già in fase esecutiva. 

Richiamata sugli aspetti negativi più evidenti, l'amministrazione Lucchi ha candidamente affermato che il progetto non è più modificabile, sebbene ci sia molto da affinare nella scala esecutiva, ai sensi del bando di concorso, degli Standard Urbanistici, Edilizi e Sanitari, della Strumentazione Urbanistica del Comune di Cesena e delle leggi dello Stato e della Regione. In particolare, abbiamo espresso perplessità in merito alle ampie aree urbanizzate (pubbliche) che resteranno a carico dell'Amministrazione in termini di manutenzione ordinaria, lavaggio, sfalci, potature di alberi, illuminazione, sicurezza a cose e persone, ecc.  Inoltre, dopo la dettagliata presentazione dell’architetto incaricato, Di Genova, siamo rimasti basiti dal fatto che c’è l’eventualità che il complesso immobiliare non venga realizzato, in luogo di un parco e una viabilità interna, il che comporterebbe costi di realizzazione esorbitanti (circa due milioni di euro) e oneri elevati per la manutenzione ordinaria. Tutto ciò a carico del Comune, quindi dei cittadini.

Non solo, quest’opera di regime appare controversa anche dal punto di vista socio economico. Ora, è vero che un nuovo pezzo di città possa realizzarsi solo con lungimiranza (e per questo la modalità adottata dall’Amministrazione Lucchi è ben congegnata e, oggettivamente, degna di approvazione); tuttavia sussistono pesanti contraddizioni che francamente rendono inaccettabile l’intera iniziativa (né servirebbero ad alcunché gli aggiustamenti che verrebbero apportati in corso d’opera). Che dire poi della “quota” riservata al social housing, che, dati alla mano, non ci riesce proprio di individuare? Insomma, non si capisce come questo progetto possa rispondere all’emergenza casa e alla tutela delle categorie sociali intermedie, la cosiddetta “fascia grigia”, visto che l'Amministrazione sta prendendo in considerazione prezzi di libero mercato.

Per questa ragione riteniamo che il Novello stia già assumendo gli stessi connotati di interventi quali il Piano Gregotti, il Parco Europa, così come l'Area Mangelli a Forlì: puri e semplici interventi di edilizia privata, chiusi all'interno dei propri perimetri, (peraltro tuttora incompiuti). Insomma, opportunità urbanistiche perse. Lontana quindi è l'intelligenza e la lungimiranza profuse da illustri architetti in progetti quali quello di Renzo Piano a Cesena Lungo Savio o quello di Antonio Andreucci (CSPE) per il PEEP di Villa Chiaviche. Intelligenza come unica merce di scambio a basso costo da destinare a quelle famiglie che, pur non essendo sotto la soglia di povertà, fanno parte di quella fascia a cui il social housing dovrebbe rivolgersi, mentre ancora una volta tale scopo risulta evaso. Un’altra opportunità persa".

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