Famiglini (PLI): "Cesenatico rimane a rischio alluvione"

Occorrono nuovi interventi sul sistema di scolo esistente per scongiurare definitivamente il pericolo alluvione nell'intero territorio comunale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Sono in corso d'opera gli interventi per il ripristino della funzionalità
delle cosiddette “Porte vinciane” e la nuova amministrazione sembra
incespicare sui lasciti morali e materiali della vecchia Giunta senza
apparentemente dare prova di quel cambiamento di rotta tanto decantato
durante la campagna elettorale. Innanzitutto l'annunciato apparato di
emergenza da installare a protezione del centro storico in attesa che
vengano ultimati i lavori sulle “Porte vinciane” è caratterizzato da un
tempo di risposta assolutamente inaccettabile da un punto di vista meramente
organizzativo dato che dall'allarme meteo occorreranno ben due giorni per
mettere in mare le strutture previste (vento permettendo). Aver ideato un
sistema provvisorio di panconi del peso di svariate tonnellate movimentati
da una gru di ragguardevoli dimensioni portata in loco all'occorrenza, il
tutto al costo di ben 20mila euro ad intervento con il mero scopo di isolare
il “Porto Canale” da onde marine di dimensioni certamente non oceaniche,
suona più che altro come il tentativo di continuare ad alimentare da un lato
una sorta di parvenza di interessamento e dall'altro un allarmismo ai limiti
della razionalità che non trova giustificazione nella realtà. E' noto che la
zona del “Porto Canale” sia stata più volte soggetta ad allagamenti ma
certamente il fenomeno è sempre stato piuttosto limitato essendo comunemente
affrontato con semplici assi e sacchetti di sabbia da apporre agli ingressi
degli stabili. Probabilmente i danni subiti nel tempo non ammontano neanche
ad una cifra paragonabile all'investimento compiuto per la realizzazione
delle “Porte vinciane” e per far fronte ai numerosi interventi correttivi
rispetto ad un progetto inizialmente mal congeniato. In realtà forse il
problema degli allagamenti delle zone prospicienti il “Porto Canale” poteva
essere risolto “una tantum” semplicemente rialzando le sponde del medesimo.
D'altra parte ci rendiamo conto che ormai le “Porte vinciane” sono presenti
e che rappresenterebbe un ulteriore spreco di denaro non utilizzarle e
quindi è bene che queste siano finalmente funzionanti promuovendo però
interventi adeguati allo scopo e sperando che le chiuse del “Ponte del
 Gatto” siano terminate in tempo con il fine di scollegare i canali
dell'entroterra dal “Porto Canale”, fatto assolutamente necessario anche
pensando di utilizzare i panconi come soluzione temporanea di ripiego. Detto
questo c'è un elemento che invece la nuova amministrazione probabilmente non
ha colto nella sua importanza. Lo scavo e la pulitura dei canali consorziali
posti a monte delle chiuse del “Ponte del Gatto” e prima dell'intersezione
con il canale Fossatone può essere sicuramente positivo qualora lo scarico
delle acque avvenga tramite il “Porto Canale” (anch'esso attualmente
soggetto ad un necessario lavoro di dragaggio). Al contrario qualora il
“Porto Canale” venisse scollegato dai canali posti nell'entroterra l'aumento
di profondità dei canali consorziali ubicati a monte del “Ponte del Gatto”
rischia di far diminuire la pendenza con la quale le acque dovrebbero
scorrere da Cesenatico verso il canale Tagliata con il pericolo che si crei
nelle zone già interessate da fenomeni alluvionali un aggiuntivo “effetto
piscina” ovvero un aggravamento degli effetti collaterali sul nostro sistema
di scolo del fenomeno della subsidenza.  In tal senso i lavori di pulitura
dei canali consorziali, annunciati alcune settimane fa, non possono
prescindere dallo stato del canale Fossatone e degli scoli a valle del
medesimo. In realtà i canali di Cesenatico andrebbero rialzati in quota
contestualmente ad un rialzo dei relativi argini. Da questo punto di vista
la nuova amministrazione non ha ancora affrontato una seria analisi del
problema degli allagamenti a monte della ferrovia di fatto non esaminando in
maniera adeguata lo stato idraulico dei quartieri posti nell'entroterra del
nostro Comune.

Axel Famiglini, segretario comunale del P.L.I. Cesenatico
 
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