Casali (PDL): "Imu per aziende agricole: si prospetta una vera bastonata!"

L'attuale giunta PD vuole calcare la mano in maniera oltre modo vessatoria sul settore agricolo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Come è noto il settore agricolo non vive un periodo particolarmente florido; aziende che chiudono o che espiantano frutteti; insomma un settore in vera crisi soprattutto nel nostro territorio che vede in forte difficoltà non solo la coltivazione del pesco ma anche tutte le colture ortofrutticole e viticole.

Di fronte a questa situazione ci si attende da parte dell'attuale amministrazione un occhio di riguardo; l'applicazione dell'IMU può essere un'occasione, un segnale di vicinanza ad un settore a rischio di estinzione.

Come è noto l'IMU incide sulle aziende agricole colpendone il patrimonio; tre sono i cespiti interessati:

i terreni agricoli, i fabbricati strumentali e i fabbricati a disposizione.

Secondo le prime proiezioni che giungono dall'amministrazione comunale, si prospetta una vera e propria bastonata.

L'imposta sui terreni potrebbe aumentare del 100% e ciò non solo per effetto dei moltiplicatori che il decreto Monti ha previsto ma anche per l'applicazione dell'aliquota comunale all'8,6 per mille; se così fosse le aziende agricole si troverebbero un'imposta raddoppiata.

Oltre all'aumento delle imposte sui terreni si aggiunge anche quello sui fabbricati rurali; per questi l'aumento è secco del 100% in quanto prima gli stessi erano esentati; si aggiungano inoltre gli altri fabbricati presenti in azienda, spesso disabitati, per i quali l'applicazione dell'aliquota prevista potrebbe generare un ulteriore salasso. In ultimo, ma non in ordine di importanza, un ulteriore onere indiretto si appalesa perle aziende agricole che, nel corso del 2012, dovranno anche accatastare i fabbricati aziendali con spese professionali di qualche migliaio di euro.

Insomma, se le prime indicazioni emerse da parte dell'amministrazione comunale fossero confermate, si prospetta un'inspiegabile stangata su questo settore. Inspiegabile accanimento, in quanto ci si trova di fronte ad un settore in profonda crisi da anni e soprattutto ad un attività che come è noto gode spesso di un grande patrimonio ma di scarsa redditività. La dicotomia classica dell'azienda agricola, grande patrimonio- scarso reddito, sembra non essere tenuta in debita considerazione da parte di Palazzo Albornoz che pare voglia calcare la mano su questo settore in costante decrescita ormai da anni

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