Dopo Imu e Tares arriva anche la "tassa" sui lavori pubblici

Dopo l'Imu e l'imminente arrivo della Tares, spunta il Mepa (mercato elettronico pubblica amministrazione), che nega alle piccole imprese la possibilità di vendere beni e servizi alla pubblica amministrazione

Dopo l'Imu e l'imminente arrivo della Tares, spunta il Mepa (mercato elettronico pubblica amministrazione), che nega alle piccole imprese la possibilità di vendere beni e servizi alla pubblica amministrazione. "Le imprese che vogliono lavorare per gli enti pubblici da ora in poi devono registrasi al Mepa, una specie di elenco fornitori on line dove le aziende devono inserire le loro offerte di prodotti e servizi, ma esso non è ancora accessibile a tutti", illustra la Confartigianato Cesena.

"Le imprese che si aggiudicheranno appalti pubblici - continua l'associazione di categoria -. dovranno pagare obbligatoriamente l'1,5% del fatturato per coprire le spese di Consip spa, società pubblica al 100% di proprietà del Tesoro - speriamo che non sia un baraccone riservato agli amici degli amici - che come scopo ha quello di regolare mercato e gare per la pubbliche amministrazioni. Oltre il Mepa avanti con la Consip, tanto pagano le imprese! Questo balzello in più le imprese saranno costrette a scaricarla sull'appalto attraverso un aumento della spesa".

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"Ciò che sorprende e mortifica è che questi obbrobri continuano a essere introdotti proprio mentre le piccole imprese sono allo stremo, quasi alla canna del gas - evidenzia Confercenti -.E si arriva persino a toglier loro la canna. Non esisteva un Ministero della semplificazione? Al contrario, ad agire è una forza incessante, malefica che produce complicazioni. I gironi infernali che tante volte Confartigianato Cesena ha denunciato - riempirebbero un libro dell'orrore - si allargano e si moltiplicano sempre più e il baratro non sembra aver fine. Comanda la legge suicida: un obbrobrio al giorno leva l'impresa di torno".

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