Rifiuti, la meno cara Tia al posto della Tares? Il Comune ci sta pensando

Tia al posto della Tares per allegerire la pressione fiscale? Il Comune di Cesena ci sta pensando. Non è caduto nel vuoto l'appello delle imprese che proprio oggi hanno chiesto al Comune di mantenere il vecchio regime della Tia

Tia al posto della Tares per allegerire la pressione fiscale? Il Comune di Cesena ci sta pensando. Non è caduto nel vuoto l'appello delle imprese che proprio oggi, lunedì, hanno chiesto al Comune di mantenere il vecchio regime della Tia in luogo della nuova Tares, come consente una nuova norma. In pratica in un un recente decreto legge viene riconfermata la possibilità di mantenere anche per il 2013, la Tarsu o la Tia, sempre che lo desiderino i Comuni. L'appello unitario ai sindaci delle imprese della provincia di Forlì-Cesena è stato firmato dalle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop e Unindustria.

Risponde per il Comune di Cesena il sindaco Paolo Lucchi: “Per alleggerire la pressione tributaria di famiglie e imprese, anche il Comune di Cesena sta valutando di sostituire la Tares con la Tia, sfruttando la possibilità consentita dalla legge 124 dell’ottobre scorso. Per farlo c’è tempo fino al 30 novembre, ma prima occorre attende le indicazioni di Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), unico ente competente per la determinazione della corrispondente tariffa”.

A indicare questo orientamento sono il Sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Carlo Battistini, con una lettera inviata ai capigruppo e ai Sindaci dei 14 Comuni del comprensorio cesenate: “La legge 124/2013 di conversione del Dl 102/2013 in vigore dal 30 ottobre, prevede la possibilità per i Comuni di scegliere entro il 30 novembre prossimo se confermare per il 2013 l’applicazione della Tares oppure decidere per il ritorno alla Tarsu o alla Tia. Stando a quanto riportato dalla stampa in questi giorni, alcuni Comuni del territorio romagnolo hanno già espresso un orientamento favorevole all’ultima ipotesi.” (in particolare è la decisione presa dal Comune di Ravenna, ndr).

E ancora: “Dal canto suo, anche l’Amministrazione comunale di Cesena sta già valutando i contenuti del DL 102 e gli effetti sui contribuenti in relazione agli impatti sul bilancio e sulle scadenze in essere. Siamo pronti ad applicare ogni soluzione utile ad alleviare il carico sui cittadini e sulle imprese, specialmente in questo difficile momento e cercheremo di fare tutto quello che è in nostro potere per introdurre misure che consentano di alleggerire la pressione su questo versante, in linea con le scelte che abbiamo sempre fatto: infatti, ricordiamo che, pur di fronte alla complessa sfida di far quadrare i conti del Comune nel rispetto del Patto di Stabilità, la pressione tributaria di Cesena è rimasta fra le più basse dell’Emilia – Romagna, con una media – nel 2011 - di 501 euro pro capite (inferiore a quella di quasi tutte le città capoluogo), con l’addizionale Irpef ferma al 4% (con esenzione sotto i 10mila euro) già da diversi anni, mentre per l’IMU avevamo scelto di non aumentare l’aliquota di base per la prima casa”.

“Sappiamo bene che l’introduzione della Tares – ancora una volta imposta dall’alto – non è stata completamente indolore per i contribuenti della nostra città: se ci sono le condizioni per ammorbidirne l’impatto e far risparmiare qualche soldo ai cesenati, abbassando le spese per i rifiuti a imprese e famiglie, faremo il possibile per sfruttarle. Va però tenuto conto del fatto che, nel caso del ritorno al previgente sistema (cosiddetta TIA 2) da noi applicato fino al 2012, dovremo necessariamente far riferimento alle deliberazioni di Atersir, unico ente competente per la determinazione della corrispondente tariffa. Prima di compiere qualsiasi passo, quindi, attendiamo le indicazioni di Atersir, che ci auguriamo arrivino celermente, per poter fare i passi necessari in tempo utile e, così, dare un segnale positivo ai cesenati”.

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“Ci auguriamo, altresì, che in futuro non ci si debba più trovare in un’analoga situazione di incertezza per i conti comunali: ancora oggi a poche settimane dal termine dell’esercizio 2013, in cui ormai gli impegni sono già stati assunti e gran parte delle spese realizzate, su di essi pende ancora l’incognita sulle compensazioni per il mancato gettito dell’IMU. Tutto questo finisce per creare un conflitto tra Stato, enti locali e contribuenti, contrario al principio di coordinamento della finanza pubblica e alla certezza del diritto sulla fiscalità per i cittadini, e non possiamo fare a meno di esprimere tutta la nostra preoccupazione per questo quadro, ribadendo al tempo stesso l’impegno per evitare che ciò si riverberi negativamente sulle tasche dei nostri concittadini”.

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