Pretende i suoi soldi aggrappato ad una gru, il Comune: "Pagamenti regolari"

Un uomo mercoledì mattina si è arrampicato su una gru, nel cantiere della nuova palestra pubblica di San Giorgio, per reclamare dei soldi di sua spettanza

Un uomo mercoledì mattina si è arrampicato su una gru, nel cantiere della nuova palestra pubblica di San Giorgio, per reclamare dei soldi di sua spettanza, a suo dire non versati dalla ditta di cui è dipendente. Il Comune, titolare del cantiere per la palestra che servirà la scuola di San Giorgio, ha chiarito la vicenda. Spiega una nota del municipio: “L’amministrazione comunale di Cesena ritiene opportuno fornire un quadro più chiaro della situazione. I lavori per la costruzione della nuova palestra di San Giorgio, per un  importo di 1 milione e 331mila euro, sono stati appaltati nella primavera del 2016 alla Ceir Società Consortile Cooperativa di Ravenna, che  poi ha affidato la realizzazione dell’impianto a una sua consorziata, la Battaiotto Impianti di San Donà di Piave. Quest’ultima, a sua volta, ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a subappaltare alcune lavorazioni edili alla ditta La Fenice. L’uomo protagonista del gesto di protesta di mercoledì mattina risulta essere un ex dipendente di questa ditta”.
 
Continua la nota: “Il Comune, naturalmente, controlla attentamente l’attività dei suoi cantieri, sia per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori, sia per la regolarità amministrativa, e lo fa attraverso gli strumenti che la legge mette a sua disposizione. Da un punto di vista amministrativo, il Comune ha rapporti diretti solo con l’appaltatore principale,  e insieme a quest’ultimo verifica periodicamente lo stato di avanzamento dei lavori, propedeutico a ogni step di pagamento. Sulla base dello stato di avanzamento dei lavori, infatti, viene stabilito l’importo della fattura che la ditta appaltatrice dovrà emettere. Nel frattempo, vengono effettuate tutte le verifiche di regolarità contributiva (il cosiddetto Durc) sia per quanto riguarda l’impresa principale che per i subappaltatori. Solo se l’esito delle verifiche è positivo, il Comune provvede alla liquidazione della fattura. Ma i controlli non si esauriscono qui: entro 20 giorni dal ricevuto pagamento, infatti, l’impresa principale  ha l’obbligo di trasmettere al Comune le fatture quietanzate dei subappaltatori. E solo se tutta la documentazione è a posto, gli step di pagamento successivi proseguono regolarmente, altrimenti il Comune può detrarre le somme dovute ai subappaltatori, per versarle direttamente”.
 
“Finora, per quanto riguarda la palestra di San Giorgio, questi aspetti sono risultati tutti regolari. Così come è regolare l’andamento dei lavori, pienamente in linea con la tabella di marcia prestabilita:  ciò significa che, se tutto andrà come previsto, la palestra sarà a disposizione dei bambini e dei ragazzi di San Giorgio per l’avvio del prossimo anno scolastico. Va specificato, però, che non sono previsti, invece, meccanismi automatici per il controllo diretto delle situazioni relative ai singoli lavoratori da parte del Comune. Se i dipendenti delle imprese impegnate in un suo cantiere  non sono pagati, il Comune può intervenire solo in caso di segnalazione specifica attraverso i canali previsti, come ad esempio, un esposto presentato all’ispettorato del lavoro.  Solo una volta appurata la fondatezza della denuncia, il Comune può intimare all’impresa principale di effettuare il pagamento entro il termine stabilito dalla legge e solo nel caso in cui questo termine non sia rispettato il Comune può provvedere a pagare direttamente il lavoratore.  Ma, per quanto il Comune non sia direttamente coinvolto nella vicenda di mercoledì mattina, siamo amareggiati e preoccupati per l’accaduto (che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie), e confidiamo che le indagini in corso facciano rapidamente piena luce sul caso”.

L'amministrazione comunale quindi precisa: "La ditta "La Fenice", di cui si faceva menzione nel comunicato dell’Amministrazione comunale, è un’impresa con sede legale a Milano. L’uomo salito sulla gru è un suo ex dipendente, che –com’è già stato riferito – con il suo gesto voleva denunciare il mancato pagamento di alcune mensilità da parte dell’azienda lombarda. Purtroppo, il caso vuole che anche a Cesena esista un’impresa edile La Fenice. Ma si tratta solo di un caso di omonimia. La Fenice cesenate, infatti, è del tutto estranea alla vicenda". 

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