rotate-mobile
Cronaca

La canonica diventa la 'casa' di diciotto studenti, ospiti di don Daniele: "Mi sento un po' lo zio, spero di trasmettere qualcosa ai ragazzi"

"Da diversi anni il parroco, essendo solo in canonica, ha attrezzato ben quattro camere da letto modeste per accogliere fino a 18 ragazzi contemporaneamente" spiega don Daniele Bosi

Si è ripetuta ancora una volta, nella canonica di Villachiaviche, l’esperienza di convivenza di 18 ragazzi delle superiori che frequentano la parrocchia di Villachiaviche, compresi due di Gattolino. Iniziate nel 2015 queste esperienze, sono state sospese nei due anni precedenti a causa del Covid, ma ora si è ripreso.

"Da diversi anni il parroco, essendo solo in canonica, ha attrezzato ben quattro camere da letto modeste per accogliere fino a 18 ragazzi contemporaneamente. In questa settimana - spiega don Daniele Bosi -  mi sembra di essere un po’ lo zio di questi ragazzi. Sono giovani che frequentano la parrocchia regolarmente e ho dato loro la possibilità di vivere questa esperienza particolare, dove dal lunedì al sabato mattina di questa settimana stanno vivendo in canonica, a stretto contatto con le attività che qui vi si svolgono. Dopo la colazione insieme con le paste acquistate di buon mattino o da dolci portati dalle famiglie, tutti insieme si andava a scuola col pullmino.  Persone generose e disponibili, e anche diversi dei loro genitori a turno, hanno preparato per tutti i pranzi e le cene. Mi ha stupito il fatto che, una serata, siano voluti venire i giovani universitari, che qualche anno fa facevano anche loro le convivenze, a preparare e offrire la cena e passare la serata con i ragazzi più giovani, che hanno passato il resto del tempo studiando, giocando insieme, aiutandosi. Durante lo studio, chi è più bravo ha dato una mano a chi ha fatto più fatica. Alla sera si partecipava sempre alla messa, mentre lunedì i ragazzi stessi hanno preparato loro un incontro da esporre ai loro compagni, anche agli altri non venuti alla convivenza. Insomma, una giornata piena all’insegna del divertimento e della fraternità. Queste esperienze, conclude con Daniele, sono importantissime per creare un senso di appartenenza alla comunità, far amalgamare tra loro i ragazzi e insegnare ai ragazzi ad essere un po’ meno dipendenti dalla mamma".

"Mi chiedo, e ne parlavo proprio stamattina al Consiglio dei sacerdoti, come fare a trasmettere la fede ai ragazzi e ai giovani? Come fare a fargli capire che Gesù è importante per loro? Risposta difficilissima da trovare. Intanto, con queste attività, con gli incontri, le preghiere, chissà che qualcosa non si trasmetta. Chi ha la risposta in tasca, per favore me la comunichi subito!".

“So – spiega il giovane parroco – che per me è una responsabilità. Ma sono convinto che se si fanno le cose al meglio, cercando di organizzare e seguire più possibile e affidandosi alla provvidenza, si può stare tranquilli. Altrimenti non si farebbe nulla, non ci si metterebbe mai in gioco”. Anche quest’anno la convivenza è stata caratterizzata dalla serenità e armonia tra i giovani di età diverse, forse più che in anni precedenti (dalla prima alla quinta superiore). Chiaramente i ragazzi non hanno pagato nulla: non è costume, per noi romagnoli e, penso, per nessuno con un po’ di cuore, far pagare gli ospiti che sono in casa tua. I ragazzi sono stati contenti di potere stare insieme, di fare una esperienza di fede, di aiutarsi nei compiti, di fare qualche piccolo servizio. Questi sono gli aspetti che i ragazzi colgono appena terminata l’esperienza: sono convinto ce ne siano altri, un domani, che verranno scoperti nel corso dell’avventura della vita".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La canonica diventa la 'casa' di diciotto studenti, ospiti di don Daniele: "Mi sento un po' lo zio, spero di trasmettere qualcosa ai ragazzi"

CesenaToday è in caricamento