L'importanza dello screening per salvare la vista nei bambini

Tra i cinque sensi la vista è quello che fornisce più informazioni al cervello, pari all’80% circa. Prendersene cura fin da piccoli significa poter preservare un aspetto fondamentale della qualità della vita

Tra i cinque sensi la vista è quello che fornisce più informazioni al cervello, pari all’80% circa. Prendersene cura fin da piccoli significa poter preservare un aspetto fondamentale della qualità della vita. In occasione della Giornata mondiale della vista (10 ottobre 2013) promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità e quest’anno dedicata ai bambini, l’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Bufalini di Cesena e la Pediatria di Comunità richiamano l’attenzione sull’importanza di sottoporre i bambini di 3 anni allo screening ortottico gratuito effettuato dall’Azienda USL di Cesena per prevenire e diagnosticare precocemente le malattie oculari fin dall’infanzia.

Secondo i dati dell'Oms, nel mondo, i disabili visivi sono complessivamente 285 milioni, di cui 39 milioni ciechi e 246 milioni ipovedenti, mentre lo strabismo e l’ambliopia  (lo stato che può essere definito, per i non addetti ai lavori, “occhio pigro”) rappresentano nei Paesi sviluppati i problemi visivi dell’infanzia più importanti. “L’ambliopia – spiega Mariateresa Tartaglia, ortottista del reparto di Oculistica diretto dal dottor Giovanni Pirazzoli - significa ‘arresto di sviluppo della visione’. E’ una patologia che ben si presta ad uno screening di massa: esistono semplici test per individuarla, solo se precocemente diagnosticata il trattamento è possibile ed efficace e solo identificando i fattori di rischio è possibile prevenirla. La prevenzione delle malattie oculari nei bambini – continua Mariateresa Tartaglia - è possibile grazie ai controlli periodici che nella nostra realtà vedono collaborare i pediatri di famiglia, gli oculisti e gli ortottisti”.

Lo screening ortottico dell’ambliopia, promosso dall’Ausl di Cesena ormai già da 30 anni, è rivolto alla popolazione infantile di 3 e 4 anni e viene effettuato grazie alla collaborazione tra Pediatria di Comunità e Unità Operativa di Oculistica dell’ospedale Bufalini. Si tratta di un’attività poco conosciuta ma che assume una notevole importanza per prevenire i difetti oculari fin dall’infanzia. Sottoporre i bambini di tre anni ad un controllo ortottico, infatti, consente di verificare che non vi siano deficit visivi che possono essere causa di ambliopia, in una funzione oculare non ancora ben sviluppata, ma che se non adeguatamente curata, può portare, in età adulta a patologie ben più gravi tra cui la perdita della vista. Basti pensare che in questi trent’anni, è stato possibile individuare precocemente e curare in modo tempestivo circa 1000 bambini cesenati, la maggior parte dei quali oggi ha una vista corretta.

Lo screening è rivolto a tutti i bambini di tre anni ed è eseguito dalle Ortottiste dell’U.O. di Oculistica, utilizzando come primo momento di reclutamento della popolazione, la scuola materna e, in seguito, per gli assenti, i non collaboranti e i non frequentanti la scuola materna, gli ambulatori oculistici dell’Ospedale Bufalini o gli ambulatori pediatrici distrettuali. Dai dati forniti dalla Pediatria di Comunità, diretta dal dottor Massimo Farneti, emerge che nel 2012 la percentuale di copertura dello screening, sui frequentanti la scuola, è stata pari al 97,4% (1657 su 1701 frequentanti non seguiti già da oculista). Sui non frequentanti la copertura è stata pari al 43,2% (99 su 228).

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Complessivamente la copertura è stata del 91%, (1756 su 1929 bambini non seguiti già da oculista). Un dato soddisfacente (in linea generale la soglia di “sufficienza” è 90%) e in lieve aumento rispetto allo al 2011 (+0,7). “Venticinque sono i bambini a cui è stata diagnosticata l’ambliopia nel corso del 2012 – conclude l’ortottista Mariateresa Tartaglia –. Oltre ad effettuare lo screening ortottico, il nostro compito è quello di effettuate controlli,  monitorare i bambini che soffrono di disturbi oculari e lavorare insieme a loro per il recupero visivo dell’occhio ambliopico”.

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