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La Uil lancia l'allarme: "A ottobre impennata delle richieste di cassa integrazione"

"La disoccupazione rimane alta e l'occupazione eccessivamente precaria", dichiara il sindacato

Il decimo rapporto della Uil sulla cassa integrazione non porta buone notizie. Per il mese di ottobre si registra una brusca impennata rispetto a settembre nelle richieste di cassa integrazione della provincia di Forlì-Cesena. Nel dettaglio la Cassa integrazione ordinaria  passa da 24.015 a 138.068 ore, e la cassa integrazione straordinaria passa da 0 a 142.893 ore per un incremento complessivo del 1.069,9%. 
"Con il rapporto del mese di settembre - spiega il sindacato - abbiamo segnalato che la fragile ripresa non produceva grandi effetti sulla disoccupazione, che rimane alta e sull’occupazione che rimane eccessivamente precaria. Una situazione che peggiora il quadro economico del territorio anche sul fronte dei redditi, che come indicato nel recente studio della Uil sulle dichiarazioni dei redditi, sono bassi e sotto la media regionale e nazionale". 

La Uil offre una lettura di questo notevole aumento delle richieste di cassa integrazione. "I dati della Cig ordinaria segnalano nuove imprese in difficoltà, mentre il forte aumento di richieste di cassa integrazione straordinaria è determinata da riorganizzazione e prosecuzione della crisi. Molte aziende che hanno esaurito i periodi di cassa integrazione, di fronte ad un acuirsi e ripetersi della crisi, possono quindi solo licenziare. Anche se lo stock complessivo di ore richieste su base annua è fortemente ridotto rispetto al 2017, siamo in presenza di un campanello d’allarme che conferma le diffuse preoccupazioni". 

"Manca una idea di sviluppo efficace sana ed organica, - prosegue il sindacato - con l’illusione che si possa puntare solo all’export e non, anche, sul forte rilancio del mercato interno e dei consumi. Da questo punto di vista appare sciagurata la diffusa propensione alla ricerca del solo contenimento del costo del lavoro attraverso il precariato e il contenimento dei redditi. Abbiamo notizia di situazioni dove si attua la disapplicazione dei contratti collettivi di lavoro più strutturati alla ricerca di contratti di comodo. Persiste poi la negazione dei contratti integrativi e abbiamo notizia di appalti privati con applicazione di contratti di lavoro esteri, ovviamente fortemente penalizzanti per retribuzione e contribuzione. La parola lavoro, continua a rimanere la grande assente nel dibattito preelettorale locale". 

"Sono fondamentali investimenti pubblici e privati - conclude Uil - in infrastrutture materiali e immateriali nonché la riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati per rilanciare consumi ed equità, temi sui quali ribadiamo il dovere ad un confronto partecipato".

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