Tari, nuova protesta di Confesercenti: "Calcolo pressappochista e arbitrario"

Si è concluso lunedì pomeriggio nella sede Confesercenti di Cesenatico l’ultimo dei quattro appuntamenti nei territori del comprensorio cesenate

Si è concluso lunedì pomeriggio nella sede Confesercenti di Cesenatico l’ultimo dei quattro appuntamenti nei territori del comprensorio cesenate, Rubicone, Cesena, Savio, Mare, che ha visto in un confronto acceso e costruttivo sul tema TARI amministratori locali ed imprese. Erano presenti nella sede Confesercenti il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli e l’assessore al Bilancio Roberto Amaducci, il sindaco di Gatteo, Gianluca Vincenzi e per San Mauro Pascoli l’assessore Albert Alessandri, oltre ai dirigenti dell’associazione e un nutrito gruppo di operatori.

Recita una nota di Confesercenti: "Non c’è tassa locale più odiosa della Tari, perché esosa, troppo cara, sproporzionata rispetto alla effettiva quantità di rifiuti prodotti come al servizio ricevuto in contropartita, disomogenea per territori, incomprensibile. Confesercenti ha presentato agli amministratori locali e agli imprenditori una ricerca che ha messo in evidenza come la medesima attività corrisponda, per la raccolta rifiuti, un tributo che in comuni limitrofi può differire di oltre il 40%, una condizione inaccettabile perché incomprensibile e ingiusta; l’imposta sui rifiuti è figlia di regolamenti comunali e in precedenza mediazioni provinciali; oggi regna il caos a discapito di imprese e cittadini". 

Ed ancora: "Orgogliosi di apprendere che al pari di altri paesi europei la raccolta differenziata ha raggiunto buoni risultati Confesercenti ha chiesto agli amministratori una corposa revisione nel sistema di calcolo. Se due terzi della bolletta sono imputabili all’imposta variabile, commisurabile alla produzione effettiva di rifiuti,  su questa parte si deve lavorare per arrivare finalmente ad una radiografia dell’impresa e pesare effettivamente il rifiuto prodotto. È inaccettabile ancora oggi un metodo di calcolo pressappochista e arbitrario centrato sui metri quadrati; se l’impianto della normativa recitava “chi più inquina più paga” oggi abbiamo gli strumenti per definire in modo equo questa corrispondenza, è ora di passare ai fatti. Sul tema degli insoluti il dibattito si è prevedibilmente animato: il debito non corrisposto non può cadere sui contribuenti virtuosi e, ancora peggio, il debito totale deve essere commisurato attraverso una banca dati affidabile e apprendere che, in seguito al passaggio della fatturazione da Hera ai Comuni questo sia ancora un elemento latitante,  scoraggia e preoccupa".

Ha chiuso il tavolo di lavoro Cesare Soldati, presidente della Confesercenti Cesenate, delineando con chiarezza le aspettative di aziende e cittadini “C’è solo un modo per fare ordine – ha commentato Soldati - in questa enorme confusione: gli amministratori devono difenderci e stare dalla nostra parte, dobbiamo arrivare a un bando di affidamento del servizio che premi la trasparenza, è necessario spendere meno e meglio,  oggi la TARI è una tassa ingiusta che tratta il contribuente in modo passivo e indiscriminato e non tiene  conto della sua specificità. I piani economici finanziari non possono essere calati dall’alto senza possibilità di controllo e contraddittorio, sulla quantificazione del debito totale si deve intervenire e pretendere una ragioneria precisa, diminuire il costo totale, andare verso un sistema equo e puntuale, solo così ognuno di noi sarà messo in condizioni di fare la propria parte”.

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