'Macfrut' guarda al 2015 e si prepara a trasformarsi in 'Macfrut international'

Macfrut si prepara a cambiar pelle per mantenere – e se possibile rafforzare – la sua leadership nell’ambito delle fiere specializzate nell’ortofrutta, dove si è imposta come principale appuntamento italiano e fra i più significativi d’Europa

Macfrut si prepara a cambiar pelle per mantenere – e se possibile rafforzare – la sua leadership nell’ambito delle fiere specializzate nell’ortofrutta, dove si è imposta come principale appuntamento italiano e fra i più significativi d’Europa. “E’ una scelta obbligata – specifica il sindaco di Cesena  Paolo Lucchi – di fronte alle nuove sfide e alla concorrenza sempre più agguerrita. La posta in gioco è non solo la difesa del ruolo di Macfrut, ma anche il sostengo alla nostra economia. Per farlo dobbiamo attuare un ampio ed innovativo disegno di rilancio, indirizzato verso un definitivo salto di qualità: E questo è possibile solo seguendo il filo conduttore dell’internazionalizzazione come cifra identificativa. Da qui la decisione, approvata dall’Assemblea dei Soci, di andare verso un “Macfrut International e di affidare al nuovo vicepresidente Renzo Piraccini l’incarico di predisporre in tempi rapidi il nuovo progetto”

“Pur in un quadro che comprende manifestazioni del calibro di  di  Fruit Logistica” di Berlino e “Fruit Attraction” di Madrid – prosegue Lucchi -, Macfrut  ha comunque saputo conquistarsi una identità ed uno spazio decisi, addirittura accresciutisi nelle ultime edizioni grazie ad un interessante sviluppo di visitatori ed espositori dell’Est Europa e dei Paesi del Mediterraneo. Ed è proprio questa rete di contatti e conoscenze all’interno della filiera, uno dei punti di forza della nostra rassegna, insieme alla sua collocazione al centro di un grande polo ortofrutticolo – il nostro - che vede la presenza di importanti imprese della produzione agricola, di tecnologie, di packaging e di servizi, di numerosi stabilimenti di lavorazione. Siamo però consapevoli dei nostri punti di debolezza, primo fra tutti le strutture espositive che, pur sottoposte a continui interventi migliorativi, sono al di sotto degli standard di una fiera internazionale. Inoltre, prevedendo un’unica grande rassegna oltre a tanti piccoli eventi, anche la struttura organizzativa fatica a competere con le altre grandi manifestazioni fieristiche. Non ci impensierisce l’edizione 2014 di Macfrut, ma sappiamo bene che nel 2015 – anche sfruttando Expo -, altre Fiere organizzeranno nuovi eventi sull’ortofrutta, e si porranno così in diretta concorrenza con l’appuntamento cesenate. Se consideriamo poi che molti operatori della filiera ortofrutta, faranno investimenti promozionali in occasione di Expo, andando così a erodere il budget per le fiere tradizionali, si corre il rischio di un ridimensionamento del Macfrut. E’ proprio questo rischio che vogliamo evitare – proteggendo così la nostra Fiera, le imprese ed il territorio cesenati - attraverso una strategia adeguata”.

Da qui è scaturita l’idea di “Macfrut International”, con l’obiettivo di rendere Macfrut il punto focale  di aggregazione dell'ortofrutta italiana, puntando su alcuni chiari temi strategici: rafforzare la sua identità di unica fiera-vetrina dell'ortofrutta italiana; esaltare il suo ruolo di strumento per promuovere la filiera ortofrutticola italiana e la sua internazionalizzazione in Paesi chiave per il nostro export; farla diventare il principale punto di riferimento sulle tematiche riguardanti l’ortofrutta. “Questi obiettivi potranno essere perseguiti concretamente – sottolinea il sindaco - se Cesena sarà il centro dell'organizzazione complessiva delle attività ed anche il punto di riferimento per gli eventi collaterali che animeranno la città nel corso di tutto l'anno: convegni e meeting internazionali, workshop ed incontri a tema per presentare filiere e sistemi produttivi. Il tutto finalizzato ad incentivare la presenza di operatori dell'ortofrutta provenienti da tutta Europa e non solo”.

Nell’ipotesi su cui si sta lavorando, per la parte espositiva di Macfrut si pensa ad un format innovativo itinerante, anche individuando - sulla base di specifici accordi vincolanti - ulteriori location fieristiche all’altezza di un evento internazionale. Il modello a cui si guarda è quello già sperimentato con successo negli Usa con il P.M.A., implementato con eventi espositivi, in aggiunta a quelli già esistenti, in Paesi strategici per il nostro export (Cina o Brasile, per esempio), in modo da offrire importanti opportunità di internazionalizzazione alle imprese italiane. Secondo la road map suggerita lunedì mattina nell’assemblea dei soci di Cesena Fiera, il progetto di Macfrut International dovrebbe essere pronto per essere presentato nel corso dell’edizione 2014 della fiera, mentre il 2015 dovrebbe essere l’anno di test, per valutare gli sviluppi del progetto e la validità delle proposte di cambiamento. Tutto questo, senza perdere di vista il presidio cesenate, per fare in modo che perché l’indotto per il territorio non si riduca, anzi.

“Sappiamo – commenta il sindaco - che si tratta di un progetto ambizioso e che sarà fondamentale il coinvolgimento di una serie di soggetti - come Università, Centuria, Alimos, Fondazioni Bancarie, C.S.O., C.R.P.V., per esempio - per fare di Cesena la vera “capitale dell’ortofrutta italiana”. Al contempo, servirà valutare anche l’opportunità di aprire il capitale della società alla filiera del settore ortofrutticolo (alle sue imprese ed Associazioni), mantenendone comunque il controllo/orientamento in capo al Comune di Cesena”.

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