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Jobs Act, tutte le perplessità dei settori metalmeccanico, chimico e tessile

Diversi i temi trattati ma in particolare ci si è concentrati sulla persistenza della crisi economica e sociale, e sulle nuove misure del Governo sul lavoro

Si è svolto il direttivo della Uilm e Uiltec, organizzazioni sindacali dei lavoratori metalmeccanici, chimici e tessili di Cesena, alla presenza dei segretari Beppe Ballani, Paolo Foschi e del Segretario territoriale della UIL di Cesena Marcello Borghetti.  Diversi i temi trattati ma in particolare ci si è concentrati sulla persistenza della crisi economica e sociale, e sulle nuove misure del Governo sul lavoro. E' stata espressa "forte perplessità nei confronti del cosiddetto “Jobs Act”. Il provvedimento è stato redatto con l'intenzione di aumentare l'occupazione. Ma con i  decreti non si creano posti di lavoro e non si favorisce l'occupazione facilitando i licenziamenti. Se l'occupazione stabile cresce, così come si legge sui quotidiani in questi giorni, parlando di 70 mila nuove assunzioni a tempo indeterminato, i primi a gioirne sono i lavoratori e il sindacato".

"Ma è bene, prima di esaltare dati parziali, sapere da dove si parte: nel 2014, mediamente, ogni mese, sono state avviate a tempo indeterminato 134.000 persone, quindi le nuove assunzioni (o trasformazioni?), sembrano essere in linea con il numero di attivazione precedenti al nuovo incentivo previsto dalla legge di stabilità. Non ci avventureremo in giudizi affrettati sull'efficacia della nuova legge, mentre siamo certi del calo di tutele che penalizzerà i lavoratori, giovani e meno giovani" si legge in una nota firmata da Giuseppe Ballani e Paolo Foschi, rispettivamente di Uilm Uil Cesena e Uiltec Cesena. 

"Al momento, sembra chiaro che 70 mila nuovi contratti standard sono ben lontani da ciò che ci si attendeva come effetto dell'esonero contributivo. I politici al Governo avevano detto che avrebbero tolto tutti i contratti di precarietà, ma poi non l'hanno fatto, rimarrà quindi da valutare  anche la qualità dei contratti che saranno attivati. Gli sgravi alle aziende sono superiori agli indennizzi per i licenziamenti, quindi a queste condizioni conviene assumere e poi licenziare dopo 3 anni".


"La verità è che con le cosiddette "tutele crescenti" del Jobs ACT, in realtà inizia una nuova fase di insicurezza sociale. L'obiettivo, per tutti, è, comunque, far crescere la buona occupazione per dare risposte ai milioni di disoccupati italiani e per questo rimaniamo persuasi che finché non si aumenta il potere di acquisto dei cittadini, l'economia reale non riprenderà. Aumentare i salari e le pensioni, bloccare le tariffe, ridurre gli sprechi e i privilegi, questo darà una spinta decisiva all’economia reale e creerà  posti di lavoro. La politica continua a non dare le risposte adeguate ad una crisi spaventosa, ad una divaricazione dei redditi inaccettabile, ad un malcostume cronico e non affronta in modo determinato il problema dilagante di una criminalità che infesta anche i nostri territori. Purtroppo la mafia si è insinuata in un' Emilia-Romagna che sembra incapace di reagire, forse addormentata da annosi refrain dei politici, che definendola da troppi anni “isola felice”, hanno perso il contatto con la realtà" concludono Foschi e Ballani

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