Economia

Carisp, la Fondazione cala la partecipazione azionaria: da 110 a 8 milioni

La riunione assembleare è stata caratterizzata da numerosi interventi che hanno toccato vari temi riguardanti le vicende che hanno interessato la Cassa di Risparmio

Si è riunita sabato mattina l'assemblea dei soci della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena. Il presidente Bruno Piraccini ha riferito in merito alle vicende che hanno riguardato l'istituto di credito negli ultimi dieci mesi, ossia da quando è stato reso noto l’esito dell’ispezione condotta dalla Banca d’Italia nel 2015, e sugli effetti che la nuova situazione ha avuto e avrà sulla Fondazione, per la quale la forte riduzione dei ricavi ha molto ridotto la possibilità di svolgere l’attività istituzionale e ha imposto la riduzione al minimo indispensabile  dei costi di struttura, peraltro già oggetto da tempo di una politica di forte contenimento.

Sul piano patrimoniale, l’ingresso del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (Fitd) tramite il cosiddetto “Schema Volontario” (strumento individuato per realizzare l’operazione) nell’azionariato della Banca con 280 milioni di nuovo capitale sociale comporterà una forte compressione della presenza di tutti gli altri azionisti: la Fondazione, in particolare, ridurrà la propria presenza percentuale dall’attuale 48% al 2,28%. L’apporto di nuovi mezzi patrimoniali consentirà alla Banca di raggiungere indici patrimoniali eccellenti e di incrementare l’attività creditizia. Il valore della partecipazione della Fondazione nella Cassa di Risparmio passerà dagli attuali 110 milioni circa a una cifra oscillante fra i 7 e gli 8,5 milioni a seconda del metro di valutazione. In tale valore non è compreso l’eventuale beneficio che potrà intervenire dalla cessione dei 53.558.172 warrant che saranno assegnati gratuitamente alla Fondazione (quattro per ogni azione posseduta).

Sono state illustrate le iniziative in corso finalizzate sia a recuperare la liquidità necessaria per abbattere l’indebitamento sia per ridurre ulteriormente i costi amministrativi, entrambe condizioni imprescindibili per progettare ancora una presenza attiva della Fondazione nel Territorio. Per il primo aspetto il presidente Piraccini ha comunicato che "sono in corso contatti per la vendita della porzione di un immobile in via Da Sarsina, adibito in parte a studentato e in parte a mensa gestita dalla Caritas. Altri introiti potranno provenire dalla cessione, totale o parziale,  di partecipazioni detenute in alcune società.  In tema di riduzione dei costi, il presidente ha ricordato che sono già stati azzerati i compensi e le medaglie di presenza dei componenti del consiglio di amministrazione e del consiglio generale e che i compensi dei sindaci sono stati dimezzati".

"Si e reso inevitabile anche un intervento sul personale dipendente - ha reso noto il presidente -. Due persone hanno trovato una diversa collocazione lavorativa in altre aziende; una sarà riassorbita dalla Cassa di Risparmio, per la quale già opera quasi a tempi pieno; per tre persone è stato ridotto l’orario di lavoro.  L’intervento ha riguardato anche la Biblioteca giuridico-economica Ghirotti, dal 2011 accorpata alla biblioteca universitaria del Dipartimento di Informatica, ove gli addetti sono stati ridotti da due a uno. Peraltro il servizio è molto cambiato negli ultimi anni per la sempre maggiore diffusione dei mezzi informatici alternativi agli strumenti cartacei. La società immobiliare partecipata interamente dalla Fondazione possiede un patrimonio ampiamente superiore al debito bancario, è in grado di sostenersi e, con i proventi delle locazioni, di chiudere i bilanci in attivo, sia pure modesto, contribuendo ai ricavi della Fondazione".

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