Economia

Fattore R come Romagna: tavola rotonda dei capitani d'industria: "Fermarsi è follia"

Una tavola rotonda di sicuro interesse  ha occupato la parte centrale del Primo Forum dell'Economia della Romagna “Fattore R” che si è svolto mercoledì

Foto Piero Pasini

presso la Sala 3 Papi di Cesena Fiera a Pievesestina. Nell'incontro, con oltre duecento imprenditori romagnoli, si sono confrontati con le problematiche relative alle proprie aziende in un contesto più generalizzato nell'allargamento all'Europa e anche al di fuori dei confini comunitari, Denis Amadori Vice Presidente di Amadori Spa, Andrea Aureli Amministratore Delegato di Scm Spa, Massimiliano Gori Direttore Generale di Vetriceramici – Ferro Spa, Giancarlo Nicosanti Amministratore Delegato di Uniero Spa e Cesare Trevisani Vice Presidente di Gruppo Trevi Spa. Hanno dialogato fra loro ed esposto quanto le loro aziende fanno per restare competitive in un mercato che, come aveva detto precedentemente il professore emerito Jean – Paul Fitoussi , è sempre più “globalizzato” e le aziende si devono   aprire per essere veramente concorrenziali. Innovazione, sperimentazione, sensibilità per il cliente finale e ricerca di  personale sempre più specializzato nel campo informatico e del marketing queste le linee di sviluppo di queste affermate aziende del gotha romagnolo

“Credere di riposare sugli allori di bilanci ottimi – ha sostenuto Denis Amadori – è pura follia. Ogni anno bisogna sempre più capire un mercato maturo che muta spesso le proprie esigenze. Ad esempio il consumatore italiano chiede sempre meno proteine animali nei prodotti alimentari e noi, nelle nuove linee, abbiamo diminuito la componente animale del cinquanta per cento. Inoltre lavorando sul fresco il tempo di consumazione prima non poteva essere esteso oltre ai dieci giorni, oggi siamo arrivati a venti, ventuno e questo ci rende competitivi in Europa”. Anche il personale può essere un problema, di questo si è fatto portavoce Andrea Aureli. “Abbiamo difficoltà a reperire personale esperto in informatica – dice l'amministratore delegato di Scm – le nostre università non preparano addetti in questo settore e siamo costretti a cercarli al di fuori della Romagna in particolare in Lombardia con tutti i problemi connessi a spostarsi dai propri luoghi d'origine”.

Non sempre la formazione è determinante , ma anche farsi conoscere diventa importante.  “Da coloro che vengono nei nostri stabilimenti per vedere ed acquistare – continua Massimiliano Gori di Vetriceramici – Ferro – mi accorgo dello stupore nel constatare  la qualità dalla nostra  di vita. Dovremmo meglio farci conoscere su questo aspetto in modo da essere attrattivi nel nostro territorio. Siccome lavoriamo molto con l'estero le infrastrutture viarie sono fondamentali, quindi approvo la ristrutturazione del porto di Ravenna che potrà ospitare navi sempre più grandi”. Adeguarsi ai nuovi clienti è una necessità, in particolare quelli che acquistano on – line. Non si nasconde Giancarlo Nicosanti di Uniero   di aver sofferto molto come azienda dalle vendite in internet. “Abbiamo cominciato pure noi ad entrare in questo mercato digitale – afferma l'amministratore delegato della grande catena informatica con oltre duecento negozi e duecentottanta titolari affiliati in tutta Italia -  e possiamo dire che questo settore è ormai oltre il dodici per cento del nostro venduto. Quello che notiamo è che il cliente le più volte vuole ritirare il prodotto presso un nostro centro commerciale,  questo significa che un rapporto umano ci vuole sempre. Siamo da settanta anni sul mercato e abbiamo costretto tre grandi catene internazionali a lasciare il nostro paese, ritengo che anche noi italiani – romagnoli qualcosa sappiamo fare”.

L'internazionalizzazione del fattore “R” è evidente nelle aziende del gruppo Trevi che vantano dipendenti di settantanove etnie. “Abbiamo portato la romagnolità nel mondo – dice Cesare Trevisani – da un nucleo originario di nostri tecnici abbiamo diffuso conoscenze tecnologiche dappertutto e adesso se ci sono esperti  che lavorano per noi dalle Filippine all'Argentina passando dall'Iraq e dagli Stati Uniti questo è merito del fattore 'r' che sta ad indicare capacità di imparare, di lavorare, di costruire”.

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