Dopo lo tsunami le attività pronte alla fase 2: "Molti cambieranno il modo di pensare"

A parlare così è Roberta Fabbri, commercialista che da vent'anni si occupa di formazione imprenditoriale professionale, specializzata nella revisione dei conti

I piccoli imprenditori cesenati, tra cui negozianti, artigiani, esercenti di bar, ristoranti o attività turistiche, dopo lo tsunami che li ha travolti obbligandoli alla chiusura, dovranno attrezzarsi come non mai per riaprire e tornare sul mercato. La tempesta forse lascerà qualche vittima sul terreno ma chi cerca di rialzare la testa e ripartire dovrà farlo avviando un cambiamento anche dentro di sé.

A parlare così è Roberta Fabbri, commercialista di Cesena che da vent'anni si occupa di formazione imprenditoriale professionale e che, specializzata nella revisione dei conti, si occupa anche di consulenza aziendale organizzativa d'impresa. La docente cesenate è stata intervistata da Fabrizio Faggiotto nel suo appuntamento settimanale in diretta facebook dal titolo "Quattro chiacchiere con...".

Al primo punto, Roberta Fabbri, parla di ristrutturazione, quindi di impegno da parte dei piccoli imprenditori per capire a fondo il ciclo della propria azienda. "C'è chi lavora come un matto - spiega Roberta Fabbri - senza conoscere però l'impatto dei costi fissi sui ricavi dell'azienda o come nel tempo sono aumentati o diminuiti le marginalità o senza avere uno studio approfondito della vita della propria azienda. Non si può lavorare basando il successo della propria azienda solo sull'intuito, dopo un po' si va a fondo, non si reggono i cambiamenti repentini del mercato. Bisogna cambiare il modo di pensare, approcciare il mercato in modo diverso. Questo è il momento di prendere in mano la propria azienda e pensarla come fosse una grande azienda. Chi vuole può affidarsi a esperti del settore, ma per tutti gli altri è sufficiente studiare, approfondire gli argomenti relativi all'imprenditoria, al management, e prima di tutto imparare a leggere un bilancio in profondità".

Quante piccole-medie imprese rischiano di non aprire?

"Non si può sapere ancora - risponde Fabbri - dipende dal sistema bancario e dipenderà anche da che tipo di aiuti arrivano. Non dovrebbero essere ulteriori debiti per le aziende, ma, soprattutto quelli relativi ai costi fissi, aiuti a fondo perduto. So che qualcuno è già pronto a riaprire e va benissimo, il mio consiglio è preparare bene la strategia, adottare un piano a medio-lungo termine e non fare il passo più lungo della gamba perché magari tra qualche mese può tornare uno shock sistemico simile a quello appena vissuto e allora sì che sarà impossibile resistere. Non si può pensare solo all'oggi".

Quali sono le prime cose che deve fare un'azienda che vuole riaprire domani?

"Prima di tutto studiare bene la normativa sulla sicurezza - precisa subito Roberta Fabbri - sanificare l'ambiente, comprare guanti, mascherine, disinfettanti. Essere a posto da questo punto di vista, tranquillizza anche i clienti che entreranno più volentieri. Poi, come secondo passaggio, si affronterà la finanza d'emergenza, ovvero far fronte ai pagamenti maturati, alla quantificazione delle somme relative ai fornitori, ai costi fissi. Avvisare sempre se non si può pagare, riformulando un piano di rientro. Anche con le banche è sempre meglio avere un rapporto di trasparenza, parlare dei propri progetti. Poi la strategia che si dovrà adottare sarà adhocratica, ovvero ad hoc, ognuna ha la sua specifica strategia che riguarda il rating di un'azienda".

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Fabrizio Faggiotto, insieme anche a Roberta Fabbri, si fa portatore di un progetto che ha come fine dare una mano alle piccole medie imprese del cesenate, rivedendo la stagionalità della nostra riviera, ovvero allungandola anche all'inverno. "L'idea potrebbe essere quella di portare i turisti a fare passeggiate al mare, poi nell'entroterra a mangiare le specialità enogastronomiche locali e le bellezze paesaggistiche e artistiche. Per avviare il progetto sarebbe ideale aprire un tavolo di confronto e pianificare i vari passaggi con la partecipazione delle associazioni di categorie, le realtà territoriali e i vari imprenditori. Potrebbe diventare un progetto pilota interessante".  

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