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Artigiani della musica, resiste la nicchia di qualità: "Ma col tempo sono calati"

Confartigianato auspica, in merito, "il potenziamento degli istituti musicali territoriali, a partire, a Cesena, dal Conservatorio Maderna e dall'istituto Corelli"

Resiste, si qualifica e si innova la nicchia degli artigiani della musica, presente anche nel territorio cesenate e provinciale con decine di imprese specializzate. Confartigianato auspica, in merito, "il potenziamento degli istituti musicali territoriali, a partire, a Cesena, dal Conservatorio Maderna e dall'istituto Corelli, fucina di musicisti dilettanti e professionisti, che insegnano a padroneggiare l'arte musicale, di cui in Romagna è alta la reputazione grazie anche ad alcune valentissime istituzioni culturali".

"I nostri artigiani a servizio della musica che producono e riparano strumenti musicali si sono rarefatti nel tempo, ma persistono - mette in luce il Gruppo di Presidenza - e costituiscono una risorsa del territorio a servizio di chi si diletta di questa nobile arte". Nel 2017 in Italia si contano 1.312 imprese che producono e riparano strumenti musicali; il comparto della musica è ad alta vocazione artigiana, con 1.085 imprese artigiane, pari all’82,7% del totale. Si tratta di imprese che producono anche strumenti musicali e si tratta per lo più di imprese artigiane ( l’81,8% del totale pari a 912 unità) capaci di realizzare prodotti di elevata qualità. Al comparto degli artigiani della musica si sommano le imprese della riparazione di strumenti musicali.

Gli strumenti musicali realizzati in Italia sono apprezzati in tutto il mondo: le vendite oltre i confini nazionali. Nel confronto europeo il nostro Paese si posiziona al quarto posto nell’Ue per valore dell’export di strumenti musicali, preceduto da Germania, Paesi Bassi e Francia.
In termini di prodotto, sulla base della classificazione internazionale delle merci, le parti ed accessori di strumenti musicali determinano il 35,9% dell’export, gli strumenti musicali il cui suono è prodotto o deve essere amplificato elettricamente il 23,2%, gli strumenti musicali ad aria (come clarinetti e trombe) il 15,8%, gli strumenti musicali a corde (come chitarre, violini ed arpe) il 14,6% e i pianoforti e  clavicembali il 7,0%; più contenuta la quota per gli strumenti musicali a percussione (1,2%). La domanda estera di strumenti musicali made in Italy vede tre mercati principali: Stati Uniti (12,7% dell’export totale), Germania, Francia.

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