Tassa sul morto, Zignani (Uil) non crede all'Ausl: "Siamo stati sentinelle contro l'iniquità"

 L'Ausl Romagna, dopo il montare della polemica, ha ritirato il provvedimento dicendo che non era mai stato all'ordine del giorno, anche se nei carteggi coi Comuni si fissava già la data del 1 gennaio

“E’ tipico di coloro che sono colti in fallo trincerarsi dietro arzigogoli normativi. Un più limpido e rispettoso per tutti ‘Scusate abbiamo sbagliato’, sarebbe stato nettamente meglio. Ma si sa in questi tempi tristi, anzi  tristissimi data la lugubre capacità inventiva tesa frugare nelle tasche delle famiglie, il gioco dello scaricabarile è un 'must'. Mentre, invece, l’assunzione di responsabilità, a maggior ragione per chi dirige un’azienda pubblica, dovrebbe essere un valore etico. Sempre, anche di fronte all’errore”: è la dichiarazione del segretario generale della Uil Emilia Romagna, il cesenate Giuliano Zignani sull'ipotesi, prima ventilata e poi a quanto sembra ritirata della “tassa sulla salma” da parte dell’Ausl di Romagna.

Come spiegato nei giorni scorsi, con una lettera ai Comuni della provincia e alle agenzie di pompe funebri – l'Ausl Romagna ha paventato una sorta di ticket di 112 euro per ogni giorno di sosta di una salma in camera mortuaria, almeno per quelle giunte dal territorio e non dalle strutture ospedaliere, in quanto tale servizio di obitorio sarebbe a carico dei Comuni, mentre viene svolto sul conto spese dell'Ausl laddove come a Cesena il Comune non dispone di un obitorio di sua proprietà.  L'Ausl Romagna, dopo il montare della polemica, ha ritirato il provvedimento dicendo che non era mai stato all'ordine del giorno, anche se nei carteggi coi Comuni si fissava già la data del 1 gennaio per l'entrata in vigore.

Zignani prosegue: “Siamo contenti di sapere che l’Ausl di Romagna non ha buchi in bilancio, ma allora ci spieghino quale sia la ratio di questa decisione che, lo dico umilmente, non abbiamo ancora capito. Se non, appunto, in una logica di tirare su soldi. Oltretutto se ci fosse una normativa nazionale che obbliga tutte le Ausl a introdurre una simile tassa perché ciò non è avvenuto anche in Emilia? Mistero. Siamo sentinelle? Certo e lo siamo fieramente perché il compito del sindacato è proprio questo: controllare e verificare l’operato dei decisori, chiunque essi siano, nel mero interesse dei cittadini che sono lavoratori, pensionati, giovani, famiglie e bambini. E quando l’azione di chi decide è iniqua, la Uil non sta zitta”.

Ed infine: “Il dibattito o meglio il confronto non è mai inutile soprattutto in una democrazia. Se l’Ausl di Romagna ci avesse informato di questa scelta, l’avremmo sollecitata a fare subito carta straccia del provvedimento. Provvedimento che chiediamo venga ritirato non domani, ma oggi, subito. Anche perché non vorremmo, da sentinelle quali siamo, dover denunciare che l’1 gennaio 2018 questa tassa ha già colpito qualche cittadino”.

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