L'Ausl propone la "tassa sul morto": un salasso da 112 euro al giorno

Sotto l’albero di Natale dei cittadini della provincia di Forlì-Cesena l’Ausl Romagna ha deciso di mettere una tassa che suona particolarmente odiosa, quella sul morto

Sotto l’albero di Natale dei cittadini della provincia di Forlì-Cesena l’Ausl Romagna ha deciso di mettere una tassa che suona particolarmente odiosa, quella sul morto. Odiosa ed anche aleatoria, in quanto connessa a fattori non controllabili, quali ad esempio la giornata della morte. Se è il venerdì, infatti, si rischia di pagare tre volte tanto se si muore di lunedì. E non si tratta di pochi soldi: ogni giorno di permanenza di una salma nell’obitorio costerà ben 112 euro. Tale situazione pare essere stata partorita dopo un braccio di ferro tra Comuni e azienda sanitaria, con i Comuni dell’Unione cesenate che hanno bollato l’iniziativa come mossa da “puro spirito di profitto”.

A quanto sembra, le leggi impongono al Comune il servizio di obitorio, vale a dire la custodia a norma di una salma fino alla tumulazione o alla cremazione. Tradizionalmente tali strutture sono annesse agli ospedali, prima di tutto per un fatto di comodità, essendo contigue ai luoghi dove non solo si viene curati o si tenta di farlo, ma purtroppo dove più spesso si concentrano i decessi. L’Ausl però rivendica il fatto che, pur essendo da sempre un’attività in carico al personale e alle strutture dell’Ausl, il costo spetta ad altri. Ed ecco che vengono chiamati in causa i famigliari del defunto.

Le salme in arrivo dai reparti delle strutture ospedaliere continueranno a non pagare, ma per tutte le altre (persone che muoiono in casa o per malori improvvisi durante le loro attività quotidiane, o per incidenti, comunque fuori dal ricovero in struttura ospedaliera) l’Ausl intende chiedere, dal 1 gennaio 2018, ben 112 euro al giorno. Spesso per burocrazia (per esempio il nulla osta dell’autorità giudiziaria) o per la presenza di ponti festivi, una salma può restare “parcheggiata” in un obitorio anche quasi una settimana. I conti sono presto fatti: morire il venerdì, con il funerale previsto al lunedì si può pagare 336 euro. A cui si aggiunge il servizio di vestizione, se richiesto, pari a 100 euro. Ci sono poi tutte le spese, già salate, per il funerale, il loculo o la cremazione etc. Insomma, una stangata.

Il problema non si dovrebbe porre per i residenti nel comune di Forlì (ma la questione non è ben chiara), dal momento che l’obitorio è di proprietà comunale e dato in comodato gratuito all’azienda sanitaria. Ma a Cesena e in tutti i Comuni in cui non esiste una camera mortuaria comunale, vale a dire la stragrande maggioranza dei piccoli comuni, l’Ausl chiederà il pagamento del servizio. La novità dovrebbe entrare in vigore già dal 1 gennaio, ma l’Ausl Romagna non ha ancora dato informazioni ufficiali a riguardo. E’ probabile uno slittamento visto che i sindaci si sono messi già di traverso, definendo la decisione dell’Ausl “sproporzionata”. D’altra parte il costo giornaliero di 112 euro a persona è più paragonabile a quello di un hotel a 4 stelle che ad una struttura pubblica che dovrebbe garantire un servizio in una fase della vita dei cittadini in cui la pietà non è solo un aspetto di forma. Ha riportato per primo la notizia del “salasso” il Resto del Carlino.
 

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