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Smette di fare l'architetto e inventa il food truck di passatelli: "In tanti qui ci hanno confidato i loro sogni nel cassetto"

"Non puoi immaginare quante storie abbiamo ascoltato di persone insoddisfatte che vorrebbero cambiare lavoro ma sono frenati, quanti sogni nel cassetto ci hanno raccontato"

A un anno dall'inaugurazione del foodtruck più curioso ma al contempo tradizionale della Romagna, perché cucina i passatelli da passeggio, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Simone Silvani, ex architetto e ora chef di "ASpasso", ideatore di questo progetto insieme a Silvia D'Altri. 

Com'è andato il primo anno? 

"Entusiasmo a tutto gas. Questo potrebbe essere l'estrema sintesi dei primi 12 mesi di 'Aspasso'. Non ci sembra vero sia già trascorso un anno. Ogni giorno ci regala progetti, passioni, idee, sinergie nuove. Sono tante le soddisfazioni che arrivano da questa avventura". 

Da architetto a chef in giro su un foodtruck... 

"Mi è letteralmente cambiata la vita. Ho imparato ad abbandonare le mie certezze professionali di architetto per dedicarmi a ricette, dosi, fornitori, ordini, nuovi studi. Quello che più ci trasmette entusiasmo è il contatto con le persone. Trovo continuamente tanta simpatia e consenso per il mio cambio di vita. 'Da architetto a cuoco' ormai è diventato uno dei miei tratti distintivi. Non puoi immaginare quante storie abbiamo ascoltato di persone insoddisfatte che vorrebbero cambiare lavoro ma sono frenati, quanti sogni nel cassetto ci hanno raccontato. La nostra è una generazione di creativi, di sognatori. Auguro a tutti di lanciarsi in ciò che si ama davvero. Non sappiamo se pagherà in futuro, ma nell'immediato sicuramente migliora l'esistenza a se stessi e a chi ci sta intorno'" 

Da un'idea un po' azzardata e coraggiosa siete arrivati a consolidare il vostro progetto?

"E' vero, azzardata e coraggiosa possono essere aggettivi giusti, ma non è stata una scelta improvvisata. Prima di scendere in strada, io e la mia socia Silvia abbiamo studiato attentamente il settore, le realtà esistenti in Italia e le tendenze più interessanti per il futuro. Il progetto parte dalla selezione di cibo semplice e di qualità, strettamente connesso al territorio, guardare la tradizione con occhi diversi e inventare nuovi equilibri di sapor"i.  

Quanti chili di passatelli avete cucinato?

"Un treno! Davvero tanti. E in differenti ricette. Nei mesi freddi abbiamo anche sperimentato i passatelli in brodo con crosta di parmigiano affumicato, che hanno scaldato corpo e anima. Ma i cavalli di battaglia di ASPASSO 2017 sono stati i passatelli cacio di fossa di Sogliano, pepe e limone candito e quelli con il ragù bianco di mora romagnola". 

Avete anche altri piatti nel menù?  

Abbiamo rivisitato la piadina: la proponiamo fritta, servita al cono con sale di Cervia, oppure in abbinamento a squacquerone e rucola o con un hummus di ceci e pesto di pomodorini secchi. Molto apprezzato dai buongustai anche il panino con tagliata di manzo e scalogno brasato oppure il burger di manzo e maiale. Poi propongo piatti di stagione fuori menù come, ad esempio, il crostone di baccalà mantecato con olio evo fresco di spremitura che a novembre è andato a ruba.

La gente è contenta, stupita?   

"Le persone che mangiano con ASPASSO sono il motore stesso di ASPASSO. Vedere lo stupore delle loro espressioni mentre realizzano che il furgoncino blu fa i passatelli espressi, poi la soddisfazione mentre addentano i passatelli è impagabile e vale davvero più di mille parole.  C'è chi è scettico perchè vorrebbe i passatelli in brodo e non asciutti, chi ricorda i sapori della ricetta della nonna che mai si potranno eguagliare, chi è a dieta e li assaggia solo dal vicino, ma poi torna e ne mangia una bella porzione intera leccandosi i baffi. Ecco, anche questi aspetti di socialità e di genuinità sono la Romagna. E ASPASSO si nutre anche di quest"o.  

A quali eventi avete partecipato?

"La lista è lunga. Abbiamo iniziato da Longiano, città natale di ASPASSO, con l'evento MestIERI (dove siamo tornati domenica scorsa per festeggiare il nostro primo compleanno), subito dopo siamo andati su a Bagno di Romagna per il Giro d'Italia, poi a Forlì al festival Ipercorpo dove torneremo dal 24 al 27 maggio prossimi. Ci siamo spostati dal mare di Marina di Ravenna a Cervia e Riccione alle nostre colline. Siamo arrivati in borghi meravigliosi come Monteleone, Bertinoro,  Santarcangelo, poi siamo tornati in montagna, a Santa Sofia, poi a Sarsina. Abbiamo conosciuto realtà dinamiche e frizzanti. Aziende attente alla qualità, ai propri collaboratori e alle proprie radici. Persone appassionate e sorridenti che la Romagna sa unire, coccolare e tenere strette a sè". 

Avete esportato la romagnolità anche fuori regione? Il posto più lontano?  

"Ebbene sì, il primo anno abbiamo anche varcato il confine della Romagna per emigrare di qualche chilometro. Capiterà ancora di uscire dal territorio. Ci hanno contattato dal Lazio, dal Trentino, persino dalla Puglia, ma ci piace stare in zona: i romagnoli sono fieri e orgogliosi delle proprie origini, anche gastronomiche. E quindi a noi piace molto soddisfarli. Portare la Romagna in Romagna non è banale. Ogni angolo ha una propria peculiarità ed è una soddisfazione e un continuo piacere imparare a scoprirne e riscoprirne le bellezze". 

Il progetto comunque ha un bel sapore territoriale.    

"Uno dei messaggi che vogliamo trasmettere è: seguite le tappe di ASPASSO, fidatevi e scoprirete (o riscoprirete) angoli di Romagna inediti".  

E' diventato un lavoro a tutti gli effetti, con quanti appuntamenti a settimana?

"Il lavoro è tanto, molto di più di quello che si possa immaginare. Ogni evento ha dietro una attenta e impegnativa preparazione. E poi la testa è sempre piena di idee, di migliorie, di esperimenti, di nuovi progetti. Non ci si ferma mai e ci divertiamo tanto". 

Un'anticipazione dei nuovi progetti? 

"La filosofia di ASPASSO richiama il benessere in movimento, per creare gustose pietanze che raccontino la Romagna. Stiamo per declinare questo aspetto. A breve ASPASSO diventerà anche un punto fisso, ma con le stesse caratteristiche che lo contraddistinguono. Rimanete connessi".

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