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"La salute mentale in Romagna" al centro di un convegno a Cesena

L'incontro, aperto a tutti i cittadini, prevede l’introduzione ai lavori di Valerio Cellini (presidente di “Porte Aperte”- Romagna), a cui farà seguito l’intervento del sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, in qualità di presidente della Conferenza territoriale Sociale e Sanitaria

Sabato mattina, dalle 9 alle 13,30, la sala ‘Cacciaguerrra’ della Banca di Cesena (viale Bovio, 76) ospiterà il convegno "La salute mentale in Romagna. Il rinnovamento dei Servizi di Salute Mentale della nuova Ausl". L'incontro, aperto a tutti i cittadini, prevede l’introduzione ai lavori di Valerio Cellini (presidente di “Porte Aperte”- Romagna), a cui farà seguito l’intervento del sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, in qualità di presidente della Conferenza territoriale Sociale e Sanitaria.

Alle 10 seguirà l’impegnativo evento centrale del convegno: la tavola rotonda incentrata sul ppunto sulla situazione degli attuali servizi nei quattro Dipartimenti romagnoli di Salute Mentale; i cambiamenti ispirati alla prospettiva della “Recovery”in atto nei Servizi di Salute Mentale; e la mission e gli obiettivi della riorganizzazione dei Servizi di Salute Mentale dell'Ausl Romagna. Modera il dibattito Gabriella Capelli (vic presidente di "Porte Aperte"- Romagna) Partecipano i quattro direttori dei Dipartimenti Salute Mentale dell'Ausl Paola Carozza (Ravenna), Daniela Ghigi (Rimini), Giovanni Piraccini (Cesena), Claudio Ravani (Forlì) e il direttore Sanitario dell'Ausl, Gianbattista Spagnoli. Dopo la tavola rotonda, e dopo il successivo dibattito aperto al pubblico, il convegno sarà concluso dal presidente Onorario dell'Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, Ernesto Muggia.

LE ASSOCIAZIONI - La Associazioni dei familiari degli utenti dei Servizi di Salute Mentale ritengono "ormai insostenibile la situazione in cui vivono molte persone con disagio mentale e le loro famiglie. Anche in passato c'è stata una grave insufficienza nella loro presa in carico, sia per la carenza di medici e operatori che per i riduttivi ed inefficaci modelli e indirizzi di cura e di intervento psichiatrico. Oggi , finalmente, una nuova cultura della salute mentale e nuove professionalità e metodologie di intervento ispirate al modello "bio-psico-sociale" mettono al centro le persone superando il diffuso paradigma psichiatrico basato su cure quasi unicamente farmacologiche. Questo ha fatto crescere le speranze e le aspettative di miglioramento progressivo delle condizioni di salute delle persone con disagio mentale e delle loro famiglie. D’altro lato i bisogni di cura crescono perché la popolazione con disturbi  mentali è in aumento". "Attualmente - continua le associazioni - assistiamo invece ad assurdi tagli lineari di riduzione degli organici del personale e ormai la carenza di risorse umane con cui i Dipartimenti di Salute Mentale si trovano ad operare è diventata intollerabile. Bisogna quindi che lo Stato, la Regione e gli Enti locali rivedano in profondità le loro politiche sanitarie e sociali per garantire realmente a tutti il diritto alla salute (art. 32 della Costituzione) e all’inclusione sociale".

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