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Cronaca

Rigenerazione, si delinea il nuovo volto della Portaccia e dell'ex scuola elementare: ora interventi per l'agibilità

Al centro del progetto di rigenerazione un unico obiettivo: dare nuova vita a questi spazi e metterli a disposizione della comunità cesenate

È stato avviato il 10 giugno del 2021 e ha visto la sua conclusione il 14 gennaio scorso il processo partecipativo “Avanti, c’è spazio!” relativo al riuso della Portaccia di Sant’Agostino, in pieno centro storico e all’interno della cinta muraria malatestiana, e dell’ex scuola elementare di Diegaro, entrambi immobili di proprietà comunale dismessi, candidati al bando regionale sulla partecipazione 2020.

Al centro un unico obiettivo: dare nuova vita a questi spazi e metterli a disposizione della comunità cesenate. L’Amministrazione comunale, con lo scopo di definire insieme ai cittadini il futuro di questi presidi, ha dato forma a un articolato, e per certi versi inedito, percorso costituito da cinque fasi: la prima, avviata a giugno 2021, ha riguardato la formazione sui modelli di partecipazione, gli spazi collaborativi di comunità e i relativi usi temporanei partecipati. La fase due invece è stata caratterizzata dall’ascolto e dalla partecipazione della comunità, con particolare attenzione data ai bisogni dei giovani under 18-30 e delle comunità residenti della frazione di Diegaro e della zona della Portaccia. A seguire altre tre fasi: lancio della manifestazione di interesse e di selezione delle idee; co-progettazione degli spazi da riattivare e accompagnamento delle idee per la definizione dei contenuti propedeutici alle convenzioni di uso temporaneo e assunzione della proposta finale di riattivazione degli spazi propedeutica alle convenzioni di uso temporaneo, definizione del regolamento e presentazione alla comunità.

“Il progetto Avanti, c’è spazio! – commenta l’Assessora alla Programmazione Urbanistica Cristina Mazzoni – è nato su proposta della cabina di regia dei processi partecipativi del Comune con l’obiettivo di fornire una risposta concreta e immediata alle sollecitazioni e ai bisogni emersi nell’ambito di due processi partecipativi comunali: quello relativo al Piano Urbanistico Generale e quello relativo alla valorizzazione del Centro storico. Nel corso di questi mesi abbiamo coinvolto i cittadini e le organizzazioni locali per lo sviluppo di forme innovative di riuso e riattivazione di edifici inutilizzati, con una procedura sperimentale di stimolo all’attivazione delle comunità locali nell’ideazione, progettazione e implementazione di interventi e azioni per la rifunzionalizzazione dei due immobili dismessi di proprietà comunale. In relazione alla Portaccia siamo riusciti a definire la proposta ‘C’è vita alla Portaccia’ che trasformerebbe questo luogo in un vero e proprio presidio culturale e di scambio in cui le associazioni e le diverse realtà del territorio potranno realizzare le proprie attività tra gli spazi interni e quelli esterni, compresi altri luoghi che si trovano nelle vicinanze”. 

In particolare, si prevede di generare forme di collaborazione con i quartieri Centro Urbano e Cesuola, e di promuovere il progetto e instaurare collaborazioni con realtà del territorio: Amnesty International, Centro Pace, Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) Malatesta, gruppi Scout, Legambiente, Libera, WWF, Arci, Enaip, StraCesena, Women in run, Apeiron, Spazi Indecisi, Malatesta Short film festival, D’Arnov, Enaip, la Biblioteca Malatestiana, ASP (Centro Stranieri, il progetto di Housing Sociale ed il Centro Interculturale “Movimenti”), scuole pubbliche e private, realtà associative e aggregative giovanili.

“In relazione all’ex scuola di Diegaro – prosegue l’Assessora – si è arrivati invece alla prefigurazione di una proposta di riuso temporaneo che prevede usi e funzioni legati alla creazione di una casa del quartiere, ma che necessita di essere approfondita con l’obiettivo di integrare e approfondire le attività e i servizi proposti, di ampliare i soggetti coinvolti e di giungere ad una sostenibilità economica di riuso. L’esito di quanto prodotto nell’ambito della co-progettazione verrà assunto per indirizzare le successive attività di elaborazione del progetto di riuso dell’immobile”.

Entrambi i luoghi sono collocati in contesti marginali: l’ex scuola di Diegaro è distante dal centro urbano e si trova in una frazione con pochi spazi collettivi e pochi servizi; la Portaccia invece è prossima al centro ma collocata in un’area densamente abitata in cui i servizi di prossimità non sono adeguati alla domanda. I risultati del progetto hanno consentito di inquadrare i contenuti di un regolamento collaborativo sugli usi temporanei attraverso il quale il Comune di Cesena si propone di sostenere e disciplinare lo sviluppo di iniziative analoghe. Dal punto di vista del processo decisionale, gli esiti del progetto costituiranno la base teorico-pratica per la messa punto di una procedura amministrativa specifica con cui i Settori Governo del Territorio, Partecipazione, Patrimonio ed altri di volta in volta coinvolti si impegnano a disciplinare e sostenere processi di riattivazione del patrimonio immobiliare inutilizzato attraverso forme di co-progettazione e amministrazione condivisa ai sensi del Codice del Terzo Settore.
Il percorso verso la riattivazione di questi spazi non si ferma: i  prossimi passi saranno di intervento sugli immobili per renderli agibili in sicurezza, e di lavoro con i gruppi che si sono costituiti, con attività strutturate secondo i due diversi livelli raggiunti nella prima fase: di affinamento sul fronte gestionale nel caso della Portaccia, e progettuale nel caso dell’ex scuola di Diegaro.

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