Cronaca

Operatori socio-sanitari: "In lotta contro il Covid, ci sentiamo dimenticati come professionisti"

"Ribadire quanto la pandemia da covid-19 abbia scoperchiato le inefficienze del nostro sistema sanitario è un dovere prima di tutto morale"

"Le dichiarazioni e proclami si susseguono dimostrando come ormai prassi consolidata, che tutto è semplice fumo negli occhi. Ribadire quanto la pandemia da covid-19 abbia scoperchiato le inefficienze del nostro sistema sanitario è un dovere prima di tutto morale, per mostrare le contraddizioni di una gestione fallimentare, in ricordo di chi non c’è più e di tutti coloro che, quotidianamente, cercano di sostenere il servizio pubblico, dai trasporti, alla scuola e alla sanità". Lo dichiara Mauro Caffo,  Operatore Socio Sanitario e Delegato Unione Sindacale di Base – Emilia Romagna.

"Lo Stato Sociale nel nostro paese, vive da decenni un lento declino e smantellamento a favore di politiche privatistiche, tutte incentrate esclusivamente sul profitto. I Servizi pubblici sono portati avanti da uomini e donne, con grande senso del dovere, che hanno permesso alla martoriata Italia di reggere in questo duro periodo, con risorse sempre più scarse. Tra questi uomini e donne ci sono gli Operatori Socio Sanitari (OSS), che hanno pagato e pagano tutt’ora il proprio tributo in termini di decessi causa Covid-19, con l’impressione che, come professionisti sanitari, non esistano. Ad oggi risultano deceduti 27 Oss, ma potrebbero essere molti di più. Occorre capire cosa è accaduto e sta accadendo nelle RSA, nelle Case di Riposo, gestite dalle Fondazioni e cooperative. Esiste un mondo sommerso e dimenticato, di tutte le residenze per anziani, a gestione privata tramite grandi Cooperative o Fondazioni, in cui non esiste un reale tracciamento delle condizioni lavorative degli OSS impiegati al proprio interno. Per comprendere bisogna leggere i dati: In Italia i numeri riferiti alle residenze per anziani sono chiari, secondo l’Osservatorio Nazionale sulle Strutture per Anziani presentato il 23 ottobre alla camera dei deputati, su 4mila strutture analizzate in tutta Italia solo il 14% sono pubbliche e gestite direttamente da Comuni, aziende sanitarie o da aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp e IPAB). Il restante 86% è invece gestito da privati profit o non profit quali enti religiosi, Onlus, fondazioni e soprattutto cooperative. In base a questi dati si evince chiaramente che il mercato dell’assistenza agli anziani è una fetta molto ghiotta da cui ottenere benefici economici. Nelle Residenze Anziani la maggioranza della “forza lavoro” è l’Operatore Socio Sanitario (OSS) il cui costo deve essere ridotto al minimo, altrimenti il profitto non potrà mai essere consistente".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Operatori socio-sanitari: "In lotta contro il Covid, ci sentiamo dimenticati come professionisti"

CesenaToday è in caricamento