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Muore per il Covid uno storico ristoratore, aveva 71 anni

La morte è sopraggiunta domenica mattina. Il suo ristorante era chiuso dal 6 marzo scorso, con un avviso su Facebook in cui la chiusura per motivi famigliari era stata annunciata con l'intento di "riaprire il prima possibile".

E' morto a 71 anni Giancarlo Capanni, storico ristoratore di Savignano. Capanni era ricoverato all'ospedale Bufalini di Cesena da alcuni giorni per le conseguenze del Covid. La morte è sopraggiunta domenica mattina. Il suo ristorante "Il Contadino", di via Sogliano, era chiuso dal 6 marzo scorso, con un avviso su Facebook in cui la chiusura per motivi famigliari era stata annunciata con l'intento di "riaprire il prima possibile". Il ristorante, aperto da oltre 40 anni e da sempre a gestione familiare, però, non vedrà il ritorno di Giancarlo ai fornelli: "Purtroppo il grande Giancarlo titolare del Contadino non potrà più avere la soddisfazione di rivedere riaperto il suo locale perché il maledetto virus se l’è portato via, un abbraccio a tutta la famiglia", lo ricorda un amico sulla pagina Facebook del ristorante.

Anche la famiglia di Confcommercio cesenate e del Rubicone esprime il suo cordoglio del ristoratore: "Giancarlo e la sua famiglia – dicono il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani, quello del Rubicone Roberto Renzi e il presidente Fipe ristoratori Confcommercio Vincenzo Lucchi- era nostro socio dal 1968, oltre mezzo secolo che ha visto il suo ristorante crescere, affermarsi e diventare un punto di riferimento in tutto il territorio. Nel suo settore della ristorazione, Capanni è stato alfiere della romagnolità, come per la musica e la cultura e il folclore lo è stato il grande Raoul Casadei, che ci ha anche lui appena lasciato. Un ristorante che si è costruito una solida fama per i pranzi da matrimonio, grazie anche all'ampiezza degli spazi. Buona cucina, ospitalità, culto della convivialità, rapporto fiduciario con la clientela:  ”Il Contadino “ li ha sempre coltivati e nell’ultimo anno, come tutti gli altri ristoranti ed esercizi pubblici, ha vissuto le difficoltà scaturite dalla pandemia con il lavoro bloccato e ridotto".

"Prima ancora che gli svantaggi economici, per i ristoratori veri, come Giancarlo - aggiungono Patrignani, Renzi e Lucchi -, il disagio più profondo nasce dal non poter avere i clienti ospiti, perché un ristorante chiuso al pubblico è una contraddizione in termini. Non solo il Cesenate e il Rubicone, ma l'intera Romagna deve essere grata a Giancarlo, per la sua bravura e per l'empatia che ha sempre dimostrato verso i clienti, facendoli sentire in occasione come a casa: con il fratello Giorgio e le mogli Ines e Antonia ha creato un modello di ristorazione popolare e di qualità, proseguita dal figlio Mirco che dà continuità all’opera di questa splendida impresa familiare in cui il ricambio generazionale è stato naturale e fecondo". 

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