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La protesta degli ambulanti, in 200 in piazza: "Non solo prodotti alimentari, fateci vendere di più"

Manifestazione in piazza del Popolo degli ambulanti che rivendicano il diritto a lavorare. A scendere in piazza sono stati circa 200 ambulanti

Manifestazione in piazza del Popolo degli ambulanti che rivendicano il diritto a lavorare. A scendere in piazza mercoledì mattina sono stati circa 200 ambulanti, provenienti da gran parte della Romagna. Si sono organizzati grazie a una chat di gruppo di cui la portavoce è Sabina Magalotti, ambulante attiva e autrice del blog Gioia Emilia Romagna. A fronte del fatto che la prossima domenica, 28 marzo, si sarebbe dovuto tenere il mercato speciale di Pasqua e, invece, per la maggior parte degli ambulanti, nonostante abbiano acquistato moltissimo materiale primaverile, non si terrà, gli stessi ambulanti chiedono alle varie amministrazioni locali di poter vendere, come sta già facendo il mercato di Ravenna, almeno gli stessi prodotti la cui vendita è autorizzata nei centri commerciali, come biancheria, profumi cosmetici, detersivi, abbigliamento e scarpe per bambini. Un mercato, quindi, non solo con alimentari, fiori e prodotti agricoli, ma un pochino più vario.

"Perchè al mercato all'aperto non si possono vendere i prodotti che invece vengono venduti nei centri commerciali? - si chiede Sabina Magalotti - è una discriminazione sia nei nostri confronti, perché non lavoriamo, che nei confronti dei clienti, che in questo modo avrebbero un'alternativa all'acquisto in luoghi chiusi. Ora, il mercoledì e il sabato, al mercato di Cesena, possiamo vendere solo alimentari, prodotti agricoli e fiori. Ma a Ravenna, per esempio, hanno esteso anche a tutti i prodotti vendibili anche nei centri commerciali. E sappiamo che i clienti sono molto più contenti di poter acquistare anche all'aperto. Noi chiediamo che venga fatto anche in tutti gli altri Comuni".

manifestazione ambulanti 2-2-2

Oltre a questo gli ambulanti hanno firmato una petizione in cui chiedono l'anno bianco delle tasse (esenzione Inps) e l'esenzione della Cosap (suolo pubblico) per tutto l'anno. "Alcuni Comuni l'hanno già fatto, mi viene in mente per esempio Savignano, - spiega ancora Sabina - ma molti altri no. Cesena per esempio ci ha fatto pagare gennaio e febbraio 2020, poi dal 15 ottobre abbiamo ripreso a pagare fino alla fine dell'anno, pur avendo fatto alcuni mercati in meno e avendo avuto un lavoro più fiacco. Per "l'anno bianco" so che dipende dallo Stato ma ci piacerebbe che le amministrazioni locali, Comuni, Province e Regioni facessero un po' di pressione sullo Stato per difendere i nostri diritti. Così abbiamo mandato la petizione a tutte le amministrazioni per sensibilizzarle sulla situazione che stanno vivendo sia gli ambulanti che i fieristi, questi ultimi addirittura non lavorano ormai da un anno". 

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