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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Dai navigatori ai volanti, auto cannibalizzate: "Dietro ai furti mani esperte, sanno dove svitare". Per le officine sos manodopera

Furti a ripetizione di componenti elettroniche. Ad interpretare questi episodi in preoccupante ascesa è un esperto del settore, Daniele Mazzoni, responsabile di Cna autoriparazione a Forlì-Cesena

Sono lontani i tempi in cui si usciva dalla macchina con la vecchia autoradio estraibile in mano, o in alternativa si tentava di camuffarla sotto ai sedili. Con il passare degli anni anche i furti nelle vetture diventano più 'professionali'. Negli ultimi giorni si stanno ripetendo a Cesena e a Forlì episodi di auto letteralmente cannibalizzate. Vengono estratte con grande cura varie componenti elettroniche, navigatori ed altri elementi hi-tech, a Cesena perfino il volante di una Mercedes Classe A Berlina. Pochi giorni prima a Forlì i ladri avevano portato via i pezzi della plancia di guida di una Bmw X3.

Ad interpretare questi episodi in preoccupante ascesa è un esperto del settore, Daniele Mazzoni, responsabile di Cna autoriparazione a Forlì-Cesena. "Mi sembra davvero evidente - spiega - che si tratta di furti mirati, direi su commissione. In passato venivano rubate le auto, che venivano portate all'estero e smembrate. Oggi tutto l'interesse è sulle componenti elettroniche, in una fase in cui si deve fare i conti con una penuria di pezzi di ricambio. Mi sembrano furti che vanno a soddisfare situazioni in cui macchine di un certo livello, ma un po' avanti negli anni, necessitano di una riqualificazione. Penso all'innesto di un navigatore o di un'altra componente elettronica importante per l'auto".

Dietro a questi furti ci sono bande organizzate? "E' difficile dire se dietro questi episodi ci siano balordi o bande più o meno grandi ed organizzate. Sicuramente c'è un mercato parallelo che viene alimentato e deve soddisfare la domanda di pezzi di ricambio di un parco veicolare piuttosto attempato".

Mazzoni conferma le difficoltà in questa fase per le officine. "Devo dire che il settore autoriparazione in questo momento fa i conti con due tipi di problemi: il primo è la disperata necessità di manodopera giovane e qualificata. C'è un problema di ricambio generazionale, professioni in cui 'devi sporcarti le mani' non vengono più considerate appetibili. Se oggi avessi a disposizione 5 giovani carrozzieri preparati, lavorerebbero il giorno dopo con ottimi stipendi".

"Il secondo problema - prosegue - riguarda proprio la carenza dei pezzi di ricambio, in particolare per l'elettronica, e che per la maggior parte vengono dalla Cina. Queste difficoltà di reperimento hanno praticamente fatto scomparire la pronta consegna per le auto nuove, per cui si deve attendere in genere 5-6  mesi dalla stipula del contratto. C'è stato il boom dell'usato".

Tornando agli ultimi episodi "è evidente che si tratta di furti messi a segno da gente preparata, che esporta i pezzi creando meno danni possibili. Non sono ladruncoli come quelli che rubavano le autoradio, sono ladri professionali che hanno conoscenze tecniche, sanno dove svitare senza danneggiare gli apparecchi elettronici".

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