Cronaca

25 aprile, durissima invettiva del sindaco: "Rai occupata, e in città un circolo espone le croci celtiche. Vergogna"

Durissima invettiva del sindaco Enzo Lattuca durante le celebrazioni per il 25 aprile, la poetessa Mariangela Gualtieri ha letto il monologo sulla Festa della Liberazione scritto da Antonio Scurati e bloccato dalla Rai

Il sindaco durante le celebrazioni

Un 25 aprile "di fuoco" a Cesena. Si registra la durissima invettiva del sindaco Enzo Lattuca durante le celebrazioni per il 25 aprile. Per celebrare la Festa della Liberazione, la poetessa Mariangela Gualtieri ha letto il monologo scritto da Antonio Scurati e bloccato dalla Rai, che tante polemiche ha suscitato in queste settimane. Hanno partecipato alla cerimonia anche il Prefetto di Forlì-Cesena Rinaldo Argentieri ed Enrico Castagnoli, recentemente entrato nelle fila di Fratelli d'Italia.

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Molto ampia la partecipazione della cittadinanza, questo uno stralcio del discorso molto animato (quasi uno sfogo) di Lattuca: "Non possiamo accettare una Rai occupata e inguardabile - le dure parole del sindaco - una Rai che dimentica l'articolo 21 della Costituzione, una Rai che dimentica che tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Non ci volteremo dall'altra parte, non accettiamo la censura".

GUARDA IL VIDEO - Il discorso completo di Lattuca

Poi un affondo su un caso cesenate che riguarda un circolo di recente apertura: "Nelle corti, in una corte in particolar modo - ha proseguito Lattuca come un fiume in piena - proprio sotto la sede di un partito che ha contribuito alla Liberazione e allo sviluppo della democrazia del nostro Paese c'è un circolo che, come se fosse gestito da topi, di nascosto ripropone sul soffitto le croci celtiche e i simboli peggiori del fascismo e del nazismo - il duro attacco -. Noi non saremo indifferenti e pronunceremo ogni giorno il nome di Giacomo Matteotti quando passeremo lì davanti, gli antifascisti non hanno paura, noi non fuggiamo, sono stati i fascisti a fuggire quando non avevano le Ss alle spalle. E' vergognoso riproporre di nascosto quei simboli", ha detto il sindaco con grande veemenza e tra gli applausi dei presenti che hanno accompagnato lo sfogo del primo cittadino.

La replica di Casapound

Lega: "Sindaco divisivo, avvelena il clima e aizza l'odio"

“Un 25 aprile da dimenticare. Il sindaco uscente Enzo Lattuca ha strumentalizzato la Festa della Liberazione, una ricorrenza di tutti gli italiani che dovrebbe unire e non dividere, per pronunciare un comizio elettorale di parte, avvelenando un clima già deteriorato dai continui attacchi pretestuosi delle sinistre intolleranti verso un Governo democraticamente eletto. Lattuca ha dimostrato ancora una volta di non essere il sindaco di tutti i cesenati: la sua è una continua crociata contro chi la pensa diversamente da lui. Il concetto di democrazia liberale è qualcosa di evidentemente estraneo alla sua storia politica e culturale. Per ogni sincero democratico è, infatti, inammissibile che nel 2024, a quasi 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la storia sia ancora strumentalizzata per fini ideologici e che la realtà sia sempre travisata e vista con il paraocchi”. Così in una nota la Lega di Cesena.

“Curioso, ma non più di tanto, che Lattuca non abbia mosso alcuna critica a quella sinistra illiberale e violenta che alimenta l’odio antisemita e antioccidentale nelle piazze e nelle università, favorendo un clima analogo a quello che produsse in Italia le famigerate leggi razziali antiebraiche nel ’38 e fece concepire nella Germania nazista la ‘soluzione finale’ del popolo ebraico, non dissimile come obiettivo da quello urlato oggi nelle piazze che raccolgono i sostenitori pro-Pal - continuano i leghisti - La nostra Costituzione ha sancito come tutti i cittadini siano uguali e abbiano pari dignità sociale. Proprio per questo le parole pronunciate oggi da Lattuca rappresentano un grave vulnus non solo per la comunità cesenate veramente democratica, ma anche per quel principio universale di libertà e di democrazia di cui il nostro Paese si riappropriò alla fine della seconda guerra mondiale e che scelse di festeggiare il 25 aprile. Una data che dovrebbe ricordarci il sacrificio di tanti compatrioti e di centinaia di migliaia di sodati degli eserciti alleati che hanno combattuto per difendere i valori in cui noi ci riconosciamo. Valori che oggi Lattuca, in piazza, ha nei fatti negato nella sua ossessiva propaganda ideologica di parte pur rappresentando un’Istituzione pubblica, per sua natura super partes”. 

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