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Centro storico, l'appello di Confcommercio: "Spegnere Icarus nelle ore serali"

Cesena forse detiene il primato di essere l’unica città con i varchi attivi 24 ore su 24, mentre invece sarebbe molto più equo e lungimirante eliminarli nelle ore serali", afferma Patrignani

Chiudere gli occhi di Icarus nelle ore notturne. La richiesta è firmata dal presidente di Confcommercio, Corrado Augusto Patrignani, ed ha come mittente il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore Tommaso Dionigi. "I nuovi varchi installati con Icarus dal primo febbraio all’ingresso della Valdoca e in altre parti dell’area antica hanno di fatto blindato il centro storico limitandone in maniera considerevole la fruibilità, isolando i negozi e gli uffici e ingenerando psicologicamente negli avventori la percezione di una zona off limits per le auto, che fino a prova contraria restano il mezzo fondamentale di spostamento della nostra era. Chi se ne rammarica può anche fare petizioni per chiedere la chiusura delle case automobilistiche, ma non può disconoscere questa palese evidenza", osserva Patrignani.

"Cesena forse detiene il primato di essere l’unica città con i varchi attivi 24 ore su 24, mentre invece sarebbe molto più equo e lungimirante eliminarli nelle ore serali, dalle 20 in poi, anche per una elementare questione di salvaguardia della sicurezza delle persone", aggiunge il presidente Patrignani, il quale ribadisce: "l’introduzione di Icarus ha aggravato la situazione di crisi del centro, rendendolo meno raggiungibile e indirizzando altrove molti flussi.  Si sta trasformando il centro di Cesena in un museo, ma così facendo si finirà per andare a visitare delle saracinesche. L’incremento delle multe agli autoveicoli nella corona attorno al centro storico, nettamente maggioritarie rispetto a quelle comminate in periferia, pongono inoltre un quesito: chi parcheggia in periferia è molto più virtuoso, oppure in centro la carenza dei parcheggi comodi è tale che le infrazioni siano maggiori e i controlli su di essi - probabilmente - altrettanto maggiori di quelli normali".

Sulla questione di i facilitare gli affitti dei locali vuoti, Patrignani osserva che l'obiettivo "è condivisibile, ma vanno definite le modalità giuste. La prima è riconoscere la legge di mercato, senza che il pubblico invada terreni che non gli competono. Da quello che ci risulta diversi proprietari hanno diminuito i loro canoni, introducendo contratti a scalare con costi crescenti anno dopo anno per facilitare le imprese e mantenere anch’essi una certa rendita. L’auspicio è che altri seguano questa prassi e riteniamo che sarà il mercato a indurre a mettersi su questa strada. Al Comune diciamo anche che ogni azione e piattaforma che dir si voglia andrebbe sempre confrontata con le associazioni di categoria, che ogni giorno sono a contatto con le imprese con potenziali nuovi imprenditori".

"Confcommercio aggiunge che sono le agenzie immobiliari deputate a far incontrare domanda e offerta e quindi occorre che ogni intervento del pubblico che si mette in campo risulti facilitatore e non produca ingerenze - conclude Patrignani -. Il Comune dal canto suo può applicare la riduzione dell’Imu per le attività produttive e gli esercizi commerciali, che si riverberebbe nella richiesta di affitti più bassi. Il Governo dal canto suo, introduca, come chiede Confcommercio, la cedolare secca, per sgravare nella tassazione degli immobili produttivi i proprietari e di riflesso i locatari".

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