Coronavirus, finora tre casi sospetti nel Cesenate: erano tutti negativi al tampone

Nel territorio della provincia di Forlì-Cesena il tampone per il controllo della presenza di Coronavirus fino ad oggi è stato eseguito a 6 casi sospetti, la metà nel cesenate

Nel territorio della provincia di Forlì-Cesena il tampone per il controllo della presenza di Coronavirus - dall'inizio della diffusione della malattia in Italia fino ad oggi - è stato eseguito a 6 casi sospetti, che però sono risultati tutti negativi. Le 6 persone (di cui 2 cinesi) sono state tutte ricoverate in isolamento nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e dimesse dopo l'esito negativo. Una di loro era un caso di polmonite. Tre casi arrivavano dal territorio di Forlì e altri tre da quello di Cesena, dato che nel nosocomio forlivese si trova il reparto di Malattie infettive di riferimento per tutta la provincia. Il reparto conta normalmente 20 posti letto, ma la capacità dell'ospedale di gestire pazienti in isolamento è molto più ampia.

VIDEO - Vertice in Prefettura: "Pronti a mobilitare la protezione civile se necessario"

E' il dato che è emerso a margine della riunione in Prefettura, con i sindaci, l'Ausl Romagna, la Protezione civile, le forze dell'ordine, gli enti territoriali, ma anche i vescovi, il Coni e altri soggetti coinvolti nelle azioni per contrastare la diffusione del virus, che si è tenuta martedì mattina. “L'Ausl  Romagna si tra attrezzando per essere autosufficiente dal punto di vista dei tamponi, tramite il laboratorio di Pievesestina, in questo modo riusciremo ad avere l'esito dell'esame in giornata e non nelle 24 ore successive”, rassicura Paolo Masperi, direttore del presidio ospedaliero di Forlì.

Il primo contagio in Romagna

Non è l'unica misura presa dall'ospedale. Se da altre parti si stanno allestendo tende della protezione civile all'esterno dei pronto soccorso per effettuare dei pre-triage, a Forlì si sta organizzando proprio un locale in edificio separato per isolare i pazienti potenzialmente a rischio. “Ci stiamo organizzando con i moduli e tutta l'attrezzatura che ci verrà richiesta”, rassicura Davide Sormani dell'Agenzia regionale della Protezione civile. 

Nella discussione in Prefettura a lungo si è parlato dell'applicazione dell'ordinanza della Regione, anche alla luce dei chiarimenti e delle note esplicative diramate dalla Regione lunedì sera. “Non ci sono state segnalate violazioni”, spiega il prefetto Antonio Corona, che si è confrontato con le forze dell'ordine. Anzi semmai è avvenuto il contrario, sono state segnalate per scrupolo come possibili violazioni situazioni che invece erano in regola. “L'ordinanza man mano sarà ulteriormente puntualizzata, d'altra parte era necessario agire tempestivamente per rendere possibile la chiusura delle scuole già da lunedì mattina”, sempre il prefetto di Forlì-Cesena. 

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Come segnalare i casi sospetti

Nel corso dell'incontro è stato ribadita la procedura corretta per segnalare casi sospetti di Covid-19 alle autorità sanitarie: non bisogna andare al pronto soccorso, né intasare il 118 di telefonate non di emergenza. Bisogna invece rivolgersi al numero verde regionale 800 033033. Il caso a quel punto viene preso in carico dall'ufficio di Igiene pubblica che valuta il caso non solo dal punto di vista dei sintomi, che sono largamente uguali a quelli della normale influenza (febbre alta, tosse, difficoltà respiratoria etc), ma anche i contatti a rischio, sia per viaggi effettuati nelle zone infette, sia per essere entrati in contatto con persone potenzialmente a rischio. Anche il medico di base, viene spiegato, è tenuto ad avvisare subito l'Igiene pubblica se il paziente dovesse rivolgersi a lui o al suo ambulatorio. In ogni caso, se una persona che soffre dei sintomi ha dei dubbi, deve dare l'allarme per via telefonica e non affollare gli ambienti sanitari come le sale d'attesa degli ambulatori o il pronto soccorso.

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