Ristoratori "seppelliti" dalla burocrazia: "Non ci resta neanche il tempo per cucinare"

Un nuovo provvedimento legislativo, solo l'ultima di una lunga serie, obbliga anche i ristoratori all'esibizione degli ingredienti (completi di quantità e tipologie impiegate, valori nutrizionali, eventuali elementi allergenici) utilizzati in ogni singolo piatto

Un provvedimento legislativo, solo l'ultima di una lunga serie, obbliga anche i ristoratori all’esibizione cartacea degli ingredienti (completi di quantità e tipologie impiegate, valori nutrizionali, eventuali elementi allergenici) utilizzati in ogni singolo piatto. Un nuovo adempimento  che fa sbottare Paolo Lucchi, omonimo del sindaco, meglio noto come 'Lucio',  titolare del ristorante 'Da Lucio' a Borello e presidente Fipe - Confcommercio ristoratori.

Spiega Paolo 'Lucio' Lucchi: “E' solo uno dei mille esempi che potremmo fare di oneri e adempimenti per le imprese regolari della ristorazione che si uniscono a una tassazione a dir poco vorace e a un carico burocratico divenuto insopportabile. Sul versante igienico sanitario, ma anche su quello della sicurezza le imprese regolari sono soggette a una serie inenarrabile di provvedimenti, per carità alcuni giusti, ma alcuni veramente più realisti del re, e comunque onerosi economicamente e per il disbrigo di tempo che ci tolgono. Poiché a noi, fino a prova contraria, facciamo i ristoratori, non i servitori dei gabellieri e dei burocrati. Per cucinare, se dovessimo stare dietro a tutto, rimarrebbe veramente poco tempo, mentre – ecco quello che non riusciamo a digerire – è che dall'altra parte c'è tutta una categoria di irregolari e abusivi che non paga le tasse e che non è soggetta ad alcun adempimento, eppure opera lo stesso senza essere fermato e sanzionato”.

Sempre Lucchi: “Anche nel nostro territorio, ad esempio, proliferano le sagre, che sono una risorsa e un arricchimento sociale, ma dove ormai chiunque può dare da mangiare e Fipe si permette di dire molto spesso non rispettando le regole e gli adempimenti che sono invece richiesti ai ristoratori. Ciò provoca da una parte una forma palese di concorrenza sleale che andrebbe fermata e dall'altra un abbassamento della qualità perché la corsa al ribasso dei prezzi con servizi di ristorazione  minimi, danneggia l'immagine e svilisce dell'intero settore. Lo stesso discorso vale per le condizioni di palese favore fiscale in cui operano i circoli dove è effettuata la ristorazione”.

“La pioggia di adempimenti rischia veramente di atterrarci e di affossarci, senza parlare delle tasse che si portano via più del 70% dei ricavi, tra un tributo e l'altro e che sta veramente lasciandoci in mutande. Ecco allora che come ristoratori Fipe chiediamo solo più rispetto per chi fa regolarmente questo lavoro e di poter fare il nostro mestiere senza dover ogni giorno lottare contro i mulini a vento mentre gli irregolari, quelli che non meriterebbero rispetto, procedono col vento in poppa.

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