Spinelli (Ncd): "Taglio delle società partecipate, il parto del topolino"

"La montagna della spending review sulle società partecipate dal Comune di Cesena ha partorito un topolino. Ieri il Consiglio Comunale ha votato la dismissione delle quote di partecipazione del Comune in 6 società"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

La montagna della spending review sulle società partecipate dal Comune di Cesena ha partorito un topolino. Ieri il Consiglio Comunale ha votato la dismissione delle quote di partecipazione del Comune in 6 società. Si tratta di piccole partecipazioni (inferiori al 10%) e di piccole dismissioni. Ricordo che le partecipate sono più di 30, diverse società sviluppano attività a mercato e pertanto estranee alle finalità dell’ente, molte non sono necessarie, così come molti degli incarichi assegnati.

Il primo aspetto da sottolineare è che finalmente si comincia a fare qualcosa, su questo fronte, e dunque l’amministrazione ci ha in parte ascoltato, avendo noi sempre sollecitato una riduzione dell’apparato burocratico e societario del Comune. Il Comune non deve gestire tutto, ma solo il necessario, secondo il principio di sussidiarietà.

Il secondo aspetto, però, è che Sindaco e Giunta hanno fatto “il minimo sindacale”, anzi meno, e anche controvoglia. Se l’attuale amministrazione non fosse stata in qualche modo costretta ad agire, oggi, pressata dagli indirizzi del governo nazionale e dalle sollecitazioni del Commissario alla spending review Cottarelli, che impone una riorganizzazione entro fine dicembre, ben volentieri avrebbe lasciato le cose come stanno, perpetuando il sistema di appesantimento dell’apparato che ha sempre posto in essere e che ha realizzato nel corso di questi molti anni di governo. Infatti, nelle “linee programmatiche del Sindaco del mandato 2014/1019”, non figura alcuna voce né alcun cenno che abbia a riferimento la necessità di rivedere le partecipazioni.

All’opposto, nel 2011, l’amministrazione (stessa giunta tranne due assessori) faceva il punto della situazione nell’opuscolo “anni nuovi di Cesena 2009/2011”, e diceva di aver già fatto la razionalizzazione delle società pubbliche, pur non avendo ridotto alcuna partecipazione! La situazione è rimasta invariata per cinque anni, e solo oggi si parla di “razionalizzazione”, ossia di quella cosa che nel 2009 la Giunta metteva come programma di mandato, che nel 2011 la Giunta diceva di aver già conseguito, e che nel 2014 invece dice che deve ancora iniziare! Viene in mente quella favola di Esopo: “i monti avranno le doglie del parto, nascerà un ridicolo topo”. L’auspicio è quel topolino cresca e diventi quell’intervento vero di cui il Paese e la nostra città hanno bisogno.

Stefano Spinelli

Consigliere Comunale NCD del gruppo Libera Cesena

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