Trasloco del Macfrut, Lucchi all'attacco: "Tutti informati, anche chi oggi fa lo smarrito"

"Niente di deciso": il sindaco Paolo Lucchi scandisce bene il concetto sul Macfrut e respinge al mittente le polemiche piovute negli ultimi giorni. Per il primo cittadino, però, nessuno può far finta di non sapere che il possibile trasferimento della principale fiera cesenatenon fosse un tema all'ordine del giorno

“Niente di deciso”: il sindaco Paolo Lucchi scandisce bene il concetto sul Macfrut e respinge al mittente le polemiche piovute negli ultimi giorni. Per il primo cittadino, però, nessuno può far finta di non sapere che il possibile trasferimento della principale fiera cesenate, il Macfrut, a Bologna, piuttosto che a Rimini, Milano o Verona, non fosse un tema all’ordine del giorno da mesi. Da tempo, infatti, si discuteva su come rilanciare la manifestazione cesenate della frutta e una “location” meglio attrezzata dei padiglioni di Pievesestina era una delle ipotesi sul tavolo.

La scelta di trasferire il Macfrut a Bologna è stata presa all’incontro di lunedì a cui hanno partecipato 41 espositori, che costituiscono il 12,20% degli espositori italiani diretti e che insieme pesano per circa il 27% sulla superficie espositiva occupata dalle imprese italiane. L’appuntamento era stato convocato con l’obiettivo di fare il punto dopo i contatti con le Fiere di Milano, Verona, Bologna e Rimini, con le quali nelle scorse settimane i vertici di Cesena Fiera si sono incontrati per verificare la possibilità di impostare insieme una strategia fieristica comune sull’ortofrutta. Alla luce del resoconto fornito dai vertici di Cesena Fiera, 32 espositori si sono dichiarati a favore di un trasferimento a Bologna, mentre sei si sono espressi per il mantenimento della manifestazione a Cesena ed uno solo ha indicato Rimini; infine, due espositori hanno scelto di non esprimersi.

Sindaco, sul trasloco possibile del Macfrut le polemiche erano prevedibili..

“Non direi prevedibili, perché questa strategia di discussione sulla fiera era indicata con assoluta chiarezza nella mia relazione all’assemblea di bilancio della Fiera del 7 luglio. Quella relazione è stata inviata a tutti i consiglieri comunali, a tutte le associazioni di categoria, anche a molti di coloro che oggi intervengono facendo gli smarriti.

Cosa serve per rafforzare il Macfrut?

“In questa fase è indispensabile non stare fermi a guardare, ma cercare di capire e decidere assieme il futuro della nostra fiera più preziosa"

L’attacco principale è che il sindaco non può limitarsi a “prendere atto” delle decisioni delle imprese espositrici

“Intanto bisogna dire che il metodo dell’ascolto delle imprese viene richiesto sempre a gran voce al Comune. In realtà non stiamo ascoltando solo le imprese. Ascolteremo i soci della Fiera e la commissione del Consiglio Comunale, ma alla fine bisogna comunque decidere. Mi pare però che ci sia un po’ di confusione, perché qualcuno ha già dato per concluso un percorso che in realtà stiamo già percorrendo”.

Quindi niente di deciso?

“Assolutamente, no. Adesso faremo una bellissima fiera la prossima settimana. Al termine di questa quando avremo raccolto tutti i pareri, inizieremo a sederci ad un tavolo e a discutere con trasparenza. L’unica cosa che non è accettabile in questo tavolo è la logica del ‘no a prescindere’.

Tuttavia con il trasferimento si perde l’indotto. SI è detto 30 milioni di indotto, è una cifra realistica?

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“C’è certamente un indotto, ma non è solo per Cesena, ma anche per Rimini, Cesenatico e Milano Marittima. L’indotto è per l’intero territorio. Ma prima di sparare certe cifre, bisognerebbe almeno citare la fonte, in quanto a me non risulta che ci sia mai stata questa valutazione. Ma in ogni caso c’è un indotto prezioso che dobbiamo conservare: uno degli obiettivi, o con Macfrut o con altra struttura, è di avere momenti fieristici che attirino in città persone e di avere quindi per le imprese cesenati lo stesso beneficio”

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