Economia

Saldo positivo per le imprese in provincia: "Migliora il clima di fiducia". I dati settore per settore

L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale).

Positivo e in miglioramento il saldo tra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni nel secondo trimestre dell’anno. In crescita il numero delle localizzazioni e delle imprese attive.

Al 30 giugno 2021, in provincia di Forlì-Cesena si contano 41.833 imprese registrate, delle quali 36.545 attive. Alla stessa data le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) sono 50.819 delle quali 45.233 attive (in aumento dello 0,5% rispetto al 30/06/2020).

L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale).

Nel secondo trimestre del 2021 si sono verificate 546 iscrizioni e 310 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 236 unità (nel secondo trimestre del 2020 fu pari a +124 unità). il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,57%, inferiore al dato regionale (+0,62) e nazionale (+0,75%). Il dato delle iscrizioni in termini assoluti è tornato al livello medio registrato nel medesimo trimestre pre pandemia (media del secondo, nel triennio 2017-2019), mentre le cancellazioni sono mediamente ancora inferiori del 26,0%.

Nel periodo in esame, il tasso di natalità delle imprese (iscrizioni ogni mille registrate) è stato pari a 13,1, inferiore al dato regionale (14,1) e nazionale (14,6). Allo stesso tempo il tasso di mortalità (numero cancellazioni per mille imprese registrate) pari a 7,4 è risultato più contenuto del dato regionale (8,6) e nazionale (10,0).

Nel confronto con il secondo trimestre del 2020, si riscontra una stabilità delle imprese attive (+0,2%), in linea con il trend regionale (+0,4%), mentre a livello nazionale si apprezza una crescita (+0,9%). La dinamica delle imprese attive presenta alcune lievi differenze a livello delle principali aggregazioni territoriali: comprensorio di Cesena (+0,5%), comprensorio di Forlì (-0,1%); Comune di Cesena (+0,5%), Comune di Forlì (+0,2%), Comuni marittimi (+0,7%), Area del Basso Rubicone (+0,5%), Vallate (-0,4%).

Con riferimento ai principali settori economici si ritrovano, nell’ordine, il Commercio (21,6% sul totale) con una flessione dell’1,0% delle imprese attive rispetto al secondo trimestre 2020, l’Agricoltura (incidenza 17,3%, -1,2% la dinamica), le Costruzioni (incidenza del 15,3%, +0,9%), il Manifatturiero (incidenza pari al 9,4%, -0,8%) e le Attività di alloggio e ristorazione (7,6% del totale, +1,6%). In crescita le Attività immobiliari (6,5%, +3,1%),le Attività professionali, scientifiche e tecniche (incidenza del 3,7%, variazione del +3,6%) e quelle di “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 2,7%, variazione del +3,4%); in flessione, invece, le imprese del settore “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,8% sul totale, -1,8% la dinamica) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici e “Trasporto e magazzinaggio” (3,4% l’incidenza, -3,2% la variazione).

Per quanto riguarda la natura giuridica, le imprese individuali sono maggioritarie (57,1% sul totale) e in flessione dello 0,3%, seguite dalle società di persone (21,0% l’incidenza) in flessione dell’1,3%. Le società di capitale (19,2% del totale delle imprese attive) sono, invece, in aumento (+3,5%), analogamente agli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

“I dati raccolti, relativi al secondo trimestre del 2021, indicano un'accelerazione nelle aperture di nuove attività che, al momento, fanno ipotizzare un ritorno abbastanza rapido ai valori pre-pandemia. Il miglioramento del clima di fiducia, infatti, ha favorito le iscrizioni. In alcuni settori rilevanti, come Commercio, Manifattura e Servizi alla persona, però, si registra ancora una flessione nelle imprese attive – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Anche la densità imprenditoriale, che caratterizza i nostri Territori è in aumento: ciò in parte è dovuto alla diminuzione delle cancellazioni, che restano mediamente inferiori del 21% rispetto al periodo pre pandemia (media 2017-2019). Verosimilmente questo accade per effetto delle “misure di sostegno” messe in atto dal Governo, per si può anche pensare all’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che, senza i sopracitati sostegni, avrebbero già provveduto alla cancellazione dal Registro Imprese. Come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, la demografia è una “variabile lenta”, soprattutto grazie alla grande capacità di resistenza e di resilienza dei nostri imprenditori, e, pertanto, effetti negativi della pandemia sulla demografia delle imprese si manifesteranno inequivocabilmente solo in futuro. In questo contesto, l’impegno della Camera e di tutti gli attori della governance territoriale, per sostenere il sistema imprenditoriale ed agganciare la ripresa, deve essere quello di generare una vision condivisa su alcuni temi strategici, necessaria per garantire una maggiore capacità del territorio di attrarre e finalizzare i finanziamenti all’orizzonte, a cominciare dal PNRR nazionale e dai nuovi fondi della Programmazione Europea 2021-2027. Vanno, quindi, superati i campanilismi, che danneggerebbero per prime le comunità e i territori. Di fronte alle sfide che ci aspettano, il ruolo della Camera di commercio della Romagna e di tutto il Sistema camerale è importante, perchè esse rappresentano la “catena di trasmissione” più efficace e strutturata perché si rinvigorisca il “coraggio d’impresa”, torni a crescere la fiducia nel futuro e nelle strategie a sostegno dello sviluppo”.

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