Sabato arrivano i saldi dopo un Natale in linea col 2011

Senza soluzione di continuità sabato sarà il giorno ponte di passaggio dallo shopping natalizio alla stagione dei saldi invernali in partenza anche nel Cesenate

Senza soluzione di continuità sabato sarà il giorno ponte di passaggio dallo shopping natalizio alla stagione dei saldi invernali in partenza anche nel Cesenate. "Da un sondaggio effettuato su 50 attività campione emerge che, al 30 dicembre, le vendite natalizie, pur nel contesto generalizzato del calo dei consumi - rimarca il direttore Confcommercio Giorgio Piastra - sono state tutto sommato soddisfacenti, nel senso che non c'è stata la debacle che molte impenitenti Cassandre avevano profetizzato. Il centro storico e Cesena intera ha registrato grandi afflussi, le vendite sono state in linea con quelle del 2011, il  che non autorizza a fare salti di gioia, ma neanche a disperarsi, perché c'è stata una sostanziale tenuta".

“I saldi – aggiunge il direttore Piastra - rappresentano un appuntamento annuale irrinunciabile ed anche uno straordinario rito collettivo capace di attrarre l’interesse delle famiglie. In questa tornata di saldi invernali la stima nel Cesenate è che la spesa per famiglia oscillerà sui 300-350 euro. Ma, in questo periodo speriamo possano rappresentare una chance per i negozianti del settore moda dopo una stagione come quella di quest’autunno/inverno partita col freno tirato e per i consumatori per soddisfare una necessità e/o un desiderio con l’acquisto di un capo di qualità a prezzo più accessibile. I saldi di quest’anno saranno caratterizzati da qualità, ampiezza di assortimento e soprattutto prezzi, con percentuali di sconto veramente allettanti”.

"Si è chiuso un anno difficile per il commercio al dettaglio – commenta Armando Casabianca, presidente della Confesercenti Cesenate – dove alla indiscutibile difficoltà economica delle famiglie si associa un carico fiscale sulle imprese spropositato. A questo si aggiunge la componente psicologica. Aumentano, infatti, le preoccupazioni legate alla stabilità delle condizioni di lavoro in numerose famiglie e questo induce a ridurre i consumi. Il pagamento dell’IMU nel periodo natalizio, inoltre, ha condizionato l’atteggiamento di molti consumatori”. “Per le categorie che hanno sofferto maggiormente in questa fase – continua Casabianca – confidiamo ora nella possibilità offerta dai saldi di fine stagione che inizieranno il prossimo 5 gennaio. Una grande opportunità che molti consumatori stanno aspettando anche se sono sempre più numerose le attività commerciali che hanno avviato operazioni promozionali prima del Natale”. Si rammenta anche il sondaggio con rilevazione telefonica effettuato il 27 dicembre fra 100 operatori commerciali del territorio cesenate volta ad indagare l’andamento delle vendite natalizie, che confermano sostanzialmente le aspettative di vendita. Una buona settimana prenatalizia non ha permesso di salvare un anno difficile. I dati: il 10% dichiara vendite maggiori rispetto al 2011 (lo scorso anno era solo il 4%), il 41% uguali (30% nel 2011) ed il 49% minori (66% nel 2011.

“Gli esercizi che hanno diminuito le vendite – afferma Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate - attribuiscono principalmente il dato alla peggiore situazione economica (81%) ed allo scarso potere di acquisto dei salari (10%)”

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"Per il corretto acquisto degli articoli in saldo - prosegue Piastra -, Confcommercio ricorda alcuni principi di base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.  Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Confcommercio segnala, inoltre, varie iniziative promosse sul territorio come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”, per rinsaldare il tradizionale rapporto di trasparenza e fiduciarietà tra negozianti e clienti”.

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