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Imprese della moda cesenate guardano agli Stati Uniti col progetto Alto Italiano

Il progetto verrà affrontato venerdì alle 17.30 al Business Centre di Confartigianato Federimpresa Cesena, in cui verrà presentata l'iniziativa Alto Italiano

Anche le imprese cesenati della moda sono interessate ad entrare in un grande circuito di internazionalizzazione per penetrare nel mercato statunitense e nordamericano con più facilità attraverso la creazione di una base per la moda italiana in Usa. Il progetto verrà affrontato venerdì alle 17.30 al Business Centre di Confartigianato Federimpresa Cesena, in cui verrà presentata l'iniziativa Alto Italiano. Dopo l'apertura dei lavori di Lorenza Fantozzi, del Gruppo di Presidenza Confartigianato e imprenditrice nel settore moda, spetterà a Paolo Galli, presidente di Alto Italiano, illustrare l'iniziativa.

"Alto Italiano è una società – spiega Gabriele Savoia di Confartigianato, che ha curato l'organizzazione dell'incontro - che  punta alla valorizzazione delle piccole e medie manifatture del sistema moda italiano. Dopo l'inaugurazione della prima serie di negozi multibrand, Alto Italiano si prepara - con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico - a una serie di missioni all'estero per promuovere i marchi di alta qualità made in Italy e fondare il primo ufficio commerciale diretto e permanente negli Usa. All'incontro parteciperanno imprese associate del settore moda del nostro territorio, fra cui la stilista cesenate Caterina Lucchi, assieme a rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale. L'interesse verso il progetto è forte anche nel distretto della Moda del Rubicone dove operano aziende forti e già internazionalizzate”.

“Al centro di questo progetto - rimarca Paolo Galli, presidente di Alto Italiano - c'è l'idea di salvaguardare e promuovere la grande eccellenza e la capacità artigianale di chi fa lusso accessibile.  Quello che ci rende unici è la nicchia, la grande eccellenza nel piccolo quantitativo e la capacità artigianale di chi fa lusso accessibile. Una capacità che non è replicabile industrialmente e che se usata a dovere rappresenta un potenziale enorme, una filiera produttiva e distributiva che rappresentano un modello ancora insuperato di attenzione alla qualità e alle esigenze della clientela”

Ma ecco concretamente in che cosa consiste il progetto di internazionalizzazione proposto da Alto Italiano. ”Le piccole e medie imprese fashion - rimarca la responsabile Confartigianato Area internazionalizzazione Chiara Ricci - potranno avere aderendo al nostro progetto un ufficio commerciale proprio, diretto e continuativo sul ricco mercato nordamericano (i primi contatti sono stati avviati nella zona di Los Angeles), evitando gli ingenti investimenti che un simile processo di internazionalizzazione richiede. Il contesto è favorevole anche grazie a un’imminente definizione di un accordo di libero scambio Usa-Ue rappresenta un’occasione imperdibile per le eccellenze del sistema Italia per conquistare spazi commerciali senza precedenti".  

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