Imprese, gli effetti del lockdown: quasi 8 milioni di ore di cassa integrazione

Nella provincia di Forlì-Cesena le ore autorizzate di cassa integrazione totali sono state pari a 7,98 milioni

Uso intenso della cassa integrazione nei quattro mesi del 2020, in particolare nel mese di aprile, per effetto delle disposizioni specifiche del “Cura Italia” e degli effetti del lockdown economico. Sebbene la normativa di riferimento, l’intensità e le modalità degli interventi siano differenti, le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio-aprile risultano superiori a quelle registrate nell’intero anno 2009, periodo in cui gli effetti della crisi economica del 2008 si palesarono pienamente.

Nella provincia di Forlì-Cesena le ore autorizzate di cassa integrazione totali sono state pari a 7,98 milioni, di cui il 95,8% di natura ordinaria, derivanti dalle disposizioni per il covid-19. Le ore in deroga autorizzate risultano 62.604 (lo 0,8% del totale), a fronte delle 619.536 ore richieste alla Regione Emilia-Romagna (1.491 richieste per 4.379 lavoratori, dati al 10 aprile 2020).

Il periodo di lockdown economico, in cui, dalle elaborazioni di Unioncamere (al 20 aprile), risultavano chiuse il 45,4% delle imprese (per il 32,2% degli addetti), ha inciso in modo univoco sul fenomeno di autorizzazione delle ore di cassa integrazione, per cui ogni comparazione con l’analogo intervallo del 2019 non sarebbe significativa. Tuttavia, il numero di ore di cassa integrazione autorizzate è superiore a quello rilevato nell’intero 2009 (quando furono pari a 5,99 milioni) e assai prossimo al livello del 2012 (con 8,34 milioni di ore autorizzate), periodi che rispecchiano in pieno gli effetti della prima crisi finanziaria e della successiva crisi dei debiti sovrani.

Nel periodo in esame (gennaio-aprile), i settori maggiormente coinvolti sono stati il manifatturiero (che assorbe il 78,8% delle ore totali autorizzate), le costruzioni (14,0%) e il comparto dei trasporti (2,3%). All’interno del manifatturiero, i comparti maggiormente interessati dalla CIG sono stati quello dei macchinari (per il 22,1% del totale manifatturiero), la fabbricazione dei metalli (17,2%), la fabbricazione di mobili (13,9%) e le calzature (11,1%).

"I dati delle ore di cassa integrazione utilizzate nei primi quattro mesi dell’anno sono preoccupanti, ma non sorprendenti - commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Purtroppo, tutti i cittadini italiani hanno dovuto fare i conti con la pandemia da Covid-19, ma, per le imprese, ci sono stati anche gli effetti particolarmente negativi del lockdown. Certamente la progressiva ripresa di tutte le attività economiche farà diminuire la richiesta di accesso alla cassa integrazione, ma le conseguenze di questa emergenza economica, purtroppo, si faranno sentire anche a lunga scadenza".

"Per questo, le istituzioni devono impegnarsi al massimo, sia per sostenere le imprese in una situazione gravissima e inedita, sia per assicurare ai lavoratori di usufruire degli ammortizzatori economici necessari a garantire una vita dignitosa - conclude Zambianchi -. Desidero, poi, ringraziare i tanti imprenditori che sono stati in grado di anticipare ai propri dipendenti l’erogazione degli ammortizzatori sociali, in un momento oggettivamente difficile per tutti".

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