Gli autotrasportatori cesenati sul piede di guerra: si rischia il fermo prima di Natale

Gli autotrasportatori cesenati e romagnoli sono sul piede di guerra e il malessere della categoria è emerso all'incontro promosso dai Confartigianato Trasporti delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini

Nelle foto il tavolo dei relatori con il presidente Confartigianato Trasporti nazionale Amedeo Gedeani e il presidente cesenate Valerio Cangini

Cesena capitale dell'autotrasporto con una infuocata assemblea degli autotrasportatori romagnoli alla presenza del presidente nazionale di Confartigianato Trasporti Amedeo Gedeani. Gli autotrasportatori cesenati e romagnoli sono sul piede di guerra e il malessere della categoria è emerso all'incontro promosso dai Confartigianato Trasporti delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, tenutasi nella sede di Confartigianato Cesena, dove è stato lanciato un ultimoo appello al ministro Delrio e al Governo affinché riceva gli autotrasportatori, evitando così lo scontro, li ascolti ed affronti le problematiche che sono sul tavolo da troppo tempo.

La categoria conta in Romagna circa mille imprese e tremila addetti. Il presidente nazionale Confartigianato Trasporti Amedeo Gedeani, che è a capo anche di Unatras, sigla che riunisce le varie organizzazioni del settore, è intervenuto per stigmatizzare il silenzio del Ministero dei Trasporti nei confronti dei problemi dell’autotrasporto e in particolare gli ultimi avvenimenti del passaggio della legge di Bilancio al Senato e della mancata convocazione delle associazioni del settore. “Martedì – osserva Valerio Cangini, presidente di Confartigianato Trasporti di Cesena - si terrà l'assemblea dell’Unatras e potrebbero essere dichiarati la mobilitazione e il fermo nei giorni antecedenti il Natale".

"La contrarietà è totale dopo che la Commissione Lavori Pubblici del Senato ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che taglia 50 milioni di euro dalle risorse strutturali per il settore, per destinarle al trasporto marittimo - aggiunge -. Il fondo stanziato per il settore, ridottosi nel corso degli ultimi anni, non è sufficiente a coprire le esigenze dell’autotrasporto, fulcro dell’economia italiana con importanti ricadute in termini occupazionali e di Pil. Le deduzioni forfettarie per le spese non documentate necessitano di ulteriori  30 milioni per garantire la cifra concordata di 51, come avvenne per il 2017. Quello che accade è inacccettabile anche perché ad altre modalità di trasporto sono stati già dirottati 65 milioni dal nostro settore, precedentemente stanziati per la decontribuzione degli autisti internazionali”.

“Mancano inoltre certezze – rimarcano il presidente Cangini e il responsabile di Confartigianato Trasporti Cesena Eugenio Battistini -  sui provvedimenti necessari per la competitività delle imprese e per il contrasto alla concorrenza sleale e al dumping sociale operato dai vettori stranieri, da tempo concordati con le associazioni e mai resi operativi. Si tratta delle sanzioni per chi viola il divieto di effettuare il riposo regolare settimanale in cabina;  dell’estensione della normativa sul distacco transnazionale oltre che alle operazioni di cabotaggio anche alle ipotesi di trasporti internazionali: della circolare Inps per la decontribuzione per gli autisti impegnati in trasporti internazionali anche per gli artigiani oggi esclusi; dell’estensione dell’Ape social e del pensionamento anticipato, riconosciuto ai dipendenti conducenti dei Tir ma non ai conducenti titolari di impresa che subiscono lo stress della conduzione di aziende in una periodo di grave crisi economica. Pur essendo lavoratori come gli altri gli imprenditori sono perennemente discriminati. La categoria sta facendo il possibile per affrontare il cambiamento in uno scenario d’innovazione e di competizione, ma la partita con i vettori esteri deve essere giocata ad armi pari, per riuscire a stare sul mercato”.

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