Imprese, a Cesena bar e ristoranti in testa nelle new entry

Moratorie in crescita, rinvio del pagamento delle quote sui mutui, calo degli investimenti, ma anche nuove aperture di esercizi e imprese. E’ il bilancio di Confidi per le imprese

Alberto Pesci

Moratorie in crescita, rinvio del pagamento delle quote sui mutui, calo degli investimenti, ma anche nuove aperture di esercizi e imprese. E’ il bilancio di Confidi per le imprese, la cooperativa di garanzia di Confcommercio di Cesena, Forlì, Modena e Ferrara (5000 imprese assistite). Nel territorio cesenate quest'anno Confidi per le imprese ha assistito con propria garanzia 41 nuove imprese nella fase di start-up mentre nello stesso periodo dell’anno precedente le new entry erano 45.

Tra queste sei pubblici esercizi, tre strutture ricettive, cinque della ristorazione, un'agenzia di mediazione, due attività di servizi, otto inerenti al commercio al dettaglio (oggettistica e articoli per la casa, ambulanti, due edicole e un tabacchi). Le pratiche di finanziamento a medio e lungo termine  sono pari a 12 milioni circa con un valore medio pari a 64 mila euro ad operazione.

“Il Confidi è il termometro più vicino alle imprese per misurare la temperatura delle loro esigenze finanziarie - dice il direttore Alberto Pesci -. Nel territorio cesenate registriamo un aumento esponenziale delle operazioni di moratoria e di rinvio del pagamento della quota capitale sui mutui già in essere. Si tratta di moratorie previste all’interno dell’accordo con l’ ABI e di operazioni di allungamento concordate fra l’ impresa e la banca. Dal 1° gennaio scorso ad oggi sono state già 75 le operazioni di moratoria avanzate tramite il Confidi".

"Il calo degli investimenti legati a nuovi progetti imprenditoriali unito ad una maggior contrazione sul nuovo credito rilasciato dalle banche permane il dato prevalente - aggiunge Pesci -. Il calo dei volumi di garanzie prestate dal  2010 a oggi è di circa il 50%. In questo contesto
di difficoltà  il ruolo del Confidi diventa però ancor più determinante per consentire al sistema imprenditoriale di continuare ad ottenere la leva finanziaria che in molti casi consiste nell’andare a rinegoziare i mutui".

 “ll nostro Confidi – prosegue Pesci – non opera solo come strumento di garanzia, ma anche come intermerdiario per il dialogo fra imprenditore e banca e come primo punto di analisi sia per le imprese in start-up che per le imprese già in essere che necessitano di rivedere la propria situazione. Un altro dato importante è la grande volatilità delle aziende che aprono ma poi hanno un ciclo vitale molto ridotto, pertanto come Confidi puntiamo anche sul livello di formazione e preparazione professionale dell’imprenditore e sulla conoscenza del mercato di riferimento, aspetti valutati anche in sede di rilascio del finanziamento da parte del sistema bancario".

“Bisogna lavorare – rimarca il presidente di Confidi per le imprese Augusto Patrignani – per far sì che il credito torni ad essere una leva di sviluppo e non solo di sopravvivenza. I confidi sono e devono rimanere il primo strumento di approccio al credito per la piccola e media impresa e la logica di sostegno del pubblico nel rinforzare il patrimonio dei confidi deve essere ancora maggiore senza alcuna distinzione fra i Confidi minori e quelli con dimensione maggiore. Nell politiche di sostegno al credito degli enti pubblici il sistema dei confidi deve essere messo al primo posto: se ad esempio una parte più consistente degli aiuti alle imprese previsti anche nei piani europei di investimento venissero veicolati attraverso il sistema delle garanzie dei confidi anche il nostro paese riuscirebbe ad utilizzare  tutti i plafond disponibili e quindi sarebbe ampliato il parco delle imprese utilizzatrici".

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