Violenza sulle donne, ecco le linee di indirizzo regionale per l’accoglienza delle vittime

A Cesena sono diversi e strutturati gli ambiti di intervento: da una parte la sfera di natura culturale, di prevenzione, formazione e promozione di buone prassi che vede fra i promotori, ad esempio, il Forum delle donne ed il Centro Donna del Comune

Le importanti "Linee di indirizzo regionali per l'accoglienza di donne vittime della violenza di genere", presentate giovedì mattina dall'assessore regionale Teresa Marzocchi nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, costituiscono occasione per fare il punto sull'esperienza ed i servizi attivi a Cesena in questo ambito. Il tema è strategico ed urgente e fonda le sue radici in un assetto valoriale di promozione delle politiche dell'uguaglianza di genere che ha sempre visto la nostra città lavorare in prima linea.

Non caso, già lo scorso dicembre Comune di Cesena, Procura, Prefettura,  Ausl, Ufficio scolastico provinciale hanno siglato un protocollo per l'incentivazione ed il coordinamento di un lavoro di rete finalizzato alla prevenzione, al contrasto delle violenze e alla tutela delle donne e dei bambini. Una rete istituzionale che non può mai prescindere, naturalmente, dall'attività delle associazioni e del volontariato, fondamentali in termini di monitoraggio ed ascolto di ciò che avviene nelle famiglie.

A Cesena sono diversi e strutturati gli ambiti di intervento: da una parte la sfera di natura culturale, di prevenzione, formazione e promozione di buone prassi che vede fra i promotori, ad esempio, il Forum delle donne ed  il Centro Donna del Comune. Ma anche la rete sociale di accoglienza delle donne violate, sia in regime di emergenza (Cesena ha attivato un servizio di reperibilità attivo nelle 24 ore), sia di protezione e presa in carico più continuativa.

"Il lavoro della Regione - dichiarano il sindaco Lucchi e gli assessori Simona Benedetti e Lia Montalti - ci stimola a proseguire con impegno il percorso che Cesena ha intrapreso da anni, con un obiettivo di condivisione, integrazione e miglioramento degli interventi in rete ad oggi realizzati fra i tanti soggetti coinvolti".

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"Sappiamo bene - concludono Lucchi, Benedetti e Montalti  - che la violenza sulle donne ha molte forme e parte sempre da lontano: per questo siamo mossi dalla consapevolezza che si tratta di un percorso imprescindibile di tutela dei diritti umani delle donne, di salvaguardia della loro salute psicofisica ed autonomia, di promozione del benessere e delle crescita serena dei loro bambini".

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