Zuffa tra studente e autista del bus, la difesa del conducente: "Stava vandalizzando il mezzo"

Sull'episodio interviene anche Paolo Cattani, Segretario Provinciale Forlì-Cesena Autoferrotranvieri Faisa, il sindacato di appartenenza dell'autista in questione

Ancora episodi di violenze sugli autobus. Questa volta è finita con una denuncia e contro-denuncia. I fatti risalgono allo scorso mese di novembre quando a Macerone un gruppo di studenti diretto a Cesena, di prima mattina per raggiungere la scuola, sarebbe stato tenuto fuori da un autobus della linea 146 per l'eccessivo affollamento e qui un 17enne avrebbe reagito dando una manata contro la porta chiusa anteriore del bus stesso. Ne sarebbe nato un parapiglia, con l'autista del bus accusato di aver aperto la porta e di aver sferrato un calcio al giovane utente. In ogni caso una zuffa, dal momento che è anche l'autista del bus ha lamentato delle lesioni. Entrambi si sono fatti refertare al pronto soccorso con pochi giorni di prognosi ciascuno. L'episodio è al vaglio di una procedura interna di Start Romagna, ma anche della Procura della Repubblica, dal momento che sono state presentate le due denunce.

Sull'episodio interviene anche Paolo Cattani, Segretario Provinciale Forlì-Cesena Autoferrotranvieri Faisa, il sindacato di appartenenza dell'autista in questione. "Riteniamo doveroso quale Sindacato di appartenenza del lavoratore meglio delimitare l’episodio del 15 Novembre 2017, avvenuto a Macerone sulla linea Start 146". Per Cattani "non ci pare possa essere un problema di sovraffollamento quello che avrebbe innescato il diverbio tra un pendolare e l’autista Start Romagna quel dì alle 7.15. Infatti gli autobus che transitano in loco, in soli 10 minuti, dalle ore 7.10 alle 7.20, con destinazione Cesena Stazione sono ben 7, di cui cinque linee 146, una linea 147 ed una linea 94, tutti indirizzati verso i principali istituti scolastici della città ed a servizio quindi praticamente esclusivo dell’importante flusso scolastico".Il problema dei bus spesso troppo affollati in questa tratta o di utenti che rimangono fuori per eccesso di carico in alcune giornate, è dovuto unicamente alla scelta che gli utenti fanno di salire su un autobus piuttosto che su un altro; accade infatti che i passeggeri salgano solo sugli ultimi autobus, lasciando transitare quelli precedenti con posti disponibili, e così rimanendo a terra o viaggiando su questi ultimi in condizioni scomode e di sovraffollamento, lamentandosi poi ingiustamente con gli autisti che non ne sono certo la causa".

Il sindacato quindi invita a non prendersela con gli autisti: "Le doglianze dei passeggeri, per quanto alcune volte legittime, non possano e non debbano essere riversate sugli autisti, lavoratori che devono eseguire i comandi dell’azienda". questa la versione del sindacato sull'episodio di violenza: "L’episodio accaduto a Macerone è stato innescato dall’ingiusta pretesa di uno studente, il quale pretendeva forzatamente di salire fuori dalla fermata e dalla relativa pensilina, anziché attendere il regolare arrivo del mezzo allo stallo, mezzo che procedeva lentamente incolonnato dietro altri bus. L’autista ha pienamente rispettato le regole del trasporto pubblico, che vietano categoricamente la salita o la discesa dei passeggeri fuori fermata, e ciò nel rispetto del codice della strada e della sicurezza degli utenti stessi. L'autista, solo a seguito di ripetuti ed inascoltati richiami verbali all’osservanza delle regole che impongono l’attesa alla fermata, ha tentato di arginare il comportamento violento di un passeggero nell’atto di danneggiare a calci il mezzo, dovendo inoltre legittimamente difendersi di fronte alla successiva aggressione fisica alla propria persona, aggressione preceduta da provocazione peraltro reiterata alla presenza di testimoni anche in successiva sede di pronto soccorso. Il lavoratore, tutelato dagli Avv.ti Sara Lamio e Filippo Dianini, è fiducioso nella giustizia e consapevole che i procedimenti penali conseguenti alle denunce oggi al vaglio dell’Autorità Giudiziaria renderanno piena chiarezza e giustizia sul reale svolgimento dei fatti".

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