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Foto Graziano Bartolini

Foto Graziano Bartolini

"Venezuela in ginocchio, crisi sempre più grave", la testimonianza del fotoreporter cesenate

Graziano Bartolini è stato tre volte nell'ultimo anno nel Paese latino-americano e documenta una situazione drammatica

C'è un Paese che vive, ormai da tempo, una gravissima crisi economica che si ripercuote su tutti gli aspetti della società. Si tratta del Venezuela, dove circa tre milioni di persone hanno già lasciato lo Stato, rifugiuandosi soprattutto in Colombia. Il fotoreporter cesenate Graziano Bartolini gira da anni l'America Latina, nell'ultimo anno è stato tre volte nel paese governato da Nicolas Maduro.

La stampa internazionale riporta che la situazione del Paese, già drammatica, è ulteriormente perggiorata. "Si, il Venezuela è in caduta libera, - racconta il fotoreporter - la crisi peggiora di giorno in giorno e non ci sono, nel breve termine, delle strategie adeguate per provare a risolvere la situazione. Questa caduta libera è stata causata da 4-5 anni di scelte economiche sbagliate, ma anche dalla corruzione dilagante. E' impressionante vedere le file chilometriche alle fermate degli autobus, per ritirare la pensione o davanti ai supermercati. Anche quando gli scaffali non sono vuoti, comunque la gente non ha i soldi per comprare beni di prima necessità. Con un'inflazione galoppante Maduro è corso ai ripari togliendo 5 zeri alle banconote e creando una nuova moneta: il bolivar soberano, ma la situazione non è cambiata molto. Lo stipendio medio di 450mila bolivares equivale a pochi dollari, e non basta neanche per comprare un cartone di uova".

Il 10 gennaio Nicolas Maduro ha giurato ed è iniziato ufficialmente il suo secondo mandato presidenziale. Lo ha fatto davanti alla Corte Suprema, e non davanti al Parlamento come prevede la Costituzione, che è controllato dall'opposizione. 

"Maduro si è completamente isolato, è tornata la malaria"

Maduro sembra essere abbandonato anche dai Paesi dell'America Latina. Al giuramnto erano presenti solo i "fedelissimi",  il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, il presidente del Nicaragua Daniel Ortega e quello della Bolivia Evo Morales,  non c’erano né rappresentanti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, né del cosiddetto “Grupo de Lima”, che raggruppa 14 paesi del continente americano. "Maduro si è completamente isolato - spiega Bartolini - con le sue dichiarazioni pubbliche dove ostenta sicurezza, e dice di avere la 'ricetta' per risollevare il Venezuela. Non hanno sicuramente aiutato i forti sospetti di brogli alle elezioni. Il problema è anche che l'opposizione è debole e frammentata, una frangia vorrebbe un governo filo-statunitense. I media contro Maduro sono davvero pochi perché i giornalisti rischiano di finire in prigione. Nel Paese la situazione è veramente grave, ho visto partorire una donna per strada, è tornata la malaria e c'è il rischio di epidemie. In molte zone di Caracas, la capitale, manca l'acqua potabile e l'energia elettrica".

Ma che cosa ha portato il Venezuela a una crisi così grave? Molti sostengono che la causa sia nel fatto che Maduro ha continuato a seguire le politiche molto "costose" di Hugo Chávez, indimenticato presidente del Paese e leader della Revolucion Bolivariana. Questo nonostante il crollo della produzione di petrolio e il conseguente crollo dell'esportazione. Il Pil del paese si è praticamente dimezzato. "Io penso che Maduro c'abbia messo molto del suo - spiega il fotoreporter cesenate - la spesa pubblica molto elevata è stata affiancata da malaffare e corruzione. In più tutti i piani economici provati da Maduro si sono rivelati controproducenti e non sono riusciti in alcun modo ad arginare l'iperinflazione".

 In molti nello scenario internazionale si chiedono se Nicolas Maduro riuscirà a finire il suo secondo mandato presidenziale. Secondo Bartolini "è alto il rischio che Maduro cada, c'è il rischio di una guerra civile, ma anche di un intervento militare degli Usa. Una cosa certa è che il Venezuela sta vivendo una crisi spaventosa, ci metterà decenni a riprendersi. Il Paese ora è spettrale, un lontano ricordo di quello che è stato il quarto Stato più ricco al mondo".


 

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