"Un lavoro di memoria", giovani reporter per ricostruire la storia del lavoro

Realizzare interviste audio e video a persone nate prima del 1950 per costruire la “storia” del lavoro in Emilia-Romagna. È l’obiettivo di “Un lavoro di memoria”

Realizzare interviste audio e video a persone nate prima del 1950 per costruire la “storia” del lavoro in Emilia-Romagna. È l’obiettivo di “Un lavoro di memoria”, l’iniziativa ideata dall’Assessorato regionale alla Scuola insieme a Memoro - Banca della Memoria, rivolto alle scuole superiori del territorio regionale. A darne notizia, il consigliere regionale Pd, Tiziano Alessandrini.

«Basta un telefonino, una macchina fotografica o una videocamera e intervistare tutte le persone nate prima del 1950 che abbiano voglia di raccontare il proprio lavoro per diventare reporter e documentaristi - illustra Alessandrini -. Possono partecipare sia le classi delle scuole superiori che gli studenti, singolarmente o in gruppo, liberamente o partendo da un progetto condiviso con gli insegnanti. L’importante è che al centro vi sia il tema del lavoro, declinato come si vuole: artigiano, imprenditoriale, cooperativo, manuale, intellettuale, delle donne o, ancora, il lavoro coerente con i percorsi formativi frequentati o quello che contraddistingue un territorio specifico».

Una volta realizzato il video, basterà registrarsi sul sito e caricare il proprio file. I video saranno visionati dalla redazione, pubblicati e resi infine visibili a tutti. Alla conclusione del progetto, previsto entro la fine dell’anno scolastico, le classi e gli studenti più attivi e giudicati migliori dalla community che si creerà sul sito riceveranno un premio.

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«Si tratta di una bellissima iniziativa, che ha un duplice obiettivo: ricostruire la storia del lavoro nella nostra regione – conclude Alessandrini – e coinvolgere i più giovani, le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori, nel raccontare la vita di chi quella storia l’ha vissuta, di chi costruendo la propria identità lavorativa e personale ha contribuito a costruire l’Emilia-Romagna».

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