Tutta Italia diventa "zona rossa", il Premier Conte: "Il futuro è nelle nostre mani"

Nessuna zona rossa, verde o gialla. Misure uniformi. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte

Tutti uniti contro il nemico invisibile il coronavirus. Il governo uniforma le misure contro l'avanzata del virus in tutta Italia. Nessuna zona rossa, verde o gialla. Lo ha preannunciato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di "progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale". Lo ha quindi confermato il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa. Si tratta delle misure già attive in Lombardia e le province Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria, Novara, Vercelli e Verbania. Il provvedimento entrerà in vigore martedì mattina. Lunedì sera è prevista la pubblicazione in gazzetta ufficiale.

"Siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare le nostre abitudini - esordisce Conte - Capisco le famiglie ed i giovani. Purtroppo tempo non ce n'è. I numeri ci dicono che c'è una crescita dei contagi, delle persone in terapia intensiva e delle persone decedute. Le nostre abitudini quindi vanno cambiate, ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo se tutti collaboreremo e ci adotteremo a queste norme più stringenti al fine di contenere il più possibile l'avanzata del coronavirus e tutelare la salute dei cittadini. Sto per firmare un provvedimento che sintetizza il motto "io resto a casa". Ci sarà l'Italia in zona protetta. Saranno da evitare gli spostamenti a meno che non siano motivati da tre circostanze: lavoro, casi di necessità o motivi di salute. Aggiungiamo a questo provvedimento anche un divieto degli assembramenti nei locali aperti al pubblico".

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"Non ci possiamo più permettere occasioni di aggregazioni e contagio. Non è facile - prosegue Conte -. Sono consapevole della gravità, ma sono costretto ad intervenire in modo più deciso per proteggere tutti. Il diritto della sanità è un fondamento. E' il momento della responsabilità. Penso ai medici ed infermieri in trincea, che stanno facendo di tutto per assistere ai contagiati. Sono persone che rischiano la loro salute per curare la salute del prossimo. Il futuro dell'Italia è nelle nostre mani e devono essere in mani responsabili. Sono le misure già attive in Lombardia e più province. Per quanto riguarda le manifestazioni sportive, non c'è ragione che proseguano".

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