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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Cesenatico

Balneari, rinviata ai decreti attuativi la definizione degli indennizzi. La Regione: "Tutelare gli operatori"

Bonaccini e Corsini: "Fondamentale tutelare i diritti degli operatori del settore e i loro investimenti, importante il confronto con le Regioni per rispettare le specificità dei territori”

Governo e maggioranza hanno trovato l'intesa sui balneari. La questione degli indennizzi per gli imprenditori che perdono la concessione verrà regolata nei decreti delegati. Il ddl concorrenza verrà approvato in commissione Industria al Senato e lunedì approderà in aula. Per il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini questa proroga è l’occasione per “un ragionamento pratico, concreto e onesto su quali e quanti debbano essere gli indennizzi per i titolari degli stabilimenti, dalla copertura degli investimenti alla valutazione dei beni mobili e immobili e dei costi di avviamento". "Come Regione Emilia-Romagna vogliamo ribadire ancora una volta che per quanto riguarda le concessioni balneari è fondamentale trovare un punto di equilibrio tra la tutela della concorrenza prevista dalla normativa europea con l'altrettanto legittima tutela dei diritti degli operatori del settore, della loro professionalità e dei loro investimenti, che non può che passare da giusti indennizzi che tengano conto del valore reale delle imprese".

"Vogliamo interpretare questa scelta, avvallata da tutte le forze di maggioranza, come una apertura a un ragionamento pratico, concreto e onesto su quali e quanti debbano essere gli indennizzi per i titolari degli stabilimenti balneari - proseguono presidente e assessore-: dalla copertura degli investimenti alla valutazione dei beni mobili e immobili e dei costi di avviamento". "Come Regione abbiamo condiviso con i Comuni costieri e le associazioni di categoria una serie di parametri che sembravano inizialmente essere stati recepiti dal Governo per poi però non trovare spazio nel provvedimento approvato a fine febbraio dal Consiglio dei ministri- concludono Bonaccini e Corsini-; quest'ultima decisione dell'esecutivo di rimandare la partita ai decreti attuativi lascia il margine per un reale confronto con le Regioni per fare in modo che questa importante riforma rispetti le specificità e le vocazioni dei territori".

“Sulle concessioni demaniali marittime è stato raggiunto un buon accordo - afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio -. Che tiene insieme il doveroso ricorso alle gare pubbliche, applicando un sacrosanto principio di concorrenza, e la protezione degli investimenti fatti in questi anni, dei beni mobili e immobili delle imprese che perderanno le concessioni”. La norma individuata delega al Governo la "definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante".  Saranno il ministro delle Infrastrutture e il ministro del Turismo a scrivere i decreti e quindi a definire gli indennizzi, di concerto con gli altri ministeri interessati. 

Si stabilisce, poi, che le concessioni balneari dovranno essere messe a gara prima del 31 dicembre 2023. Ma "in presenza di ragioni oggettive", come "la pendenza di un contenzioso" o "difficoltà oggettive legate all’espletamento" della gara stessa, potranno essere considerate ragioni che impediscono la conclusione delle gare sulle concessioni balneari prima di questa data. Le gare, comunque, non potranno essere concluse comunque dopo il 31 dicembre 2024. Servirà un "atto motivato" dell'autorità competente per differire il termine della gara stessa a dicembre 2024. Il sistema messo a punto deroga - di fatto - quanto stabilito da una sentenza del Consiglio di Stato, in base alla quale le gare si sarebbero dovute concludere entro il 31 dicembre 2023; dal 1° gennaio 2024 sarebbero considerate abusive le occupazioni di demanio tramite concessioni non assegnate con gara.  Si prevede, dunque, una sorta di 'anno cuscinetto' - tutto il 2024 - per consentire di completare le gare. E senza considerare 'abusivi' gli stabilimenti non andati a gara dopo il dicembre 2023. 

“Considerato - commenta Marco Di Maio - che una illusoria norma voluta dalla Lega negli anni scorsi aveva prolungato la durata delle concessioni attuali fini al 2033 in barba a qualsiasi vincolo di legge e alle regole di mercato europee, certamente quello raggiunto è un buon compromesso”. “Ora - conclude - bisogna correre per rispettare i tempi e attuare in modo efficace le norme concordate. Concorrenza e tutela delle imprese possono e devono stare insieme”.

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