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Trattare il dolore dei malati all'ospedale, c'è ancora molto da fare

C'è anche l'ospedale di Cesena "Maurizio Bufalini" tra quelli impegnati con Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato nel miglioramento del trattamento del dolore

C'è anche l'ospedale di Cesena “Maurizio Bufalini” tra quelli impegnati con Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato nel miglioramento del trattamento del dolore. In Romagna hanno aderito al progetto l'ospedale S.Maria delle Croci di Ravenna, il Morgagni-Pierantoni di Forlì e l'Infermi di Rimini.
 

C’è ancora molto da fare per il trattamento del dolore nei bambini e negli anziani, così come nei Pronto Soccorso; carente l’informazione ai pazienti su quanto disposto dalla legge 38/10 e i diritti che ne derivano. E spesso le strutture non formano adeguatamente il personale sanitario. Il dolore viene registrato quasi sempre in cartella clinica e trattato tempestivamente con terapie farmacologiche, ma in un caso su due non ne viene rilevata l’intensità con strumenti ad hoc.
 

Sono questi alcuni del risultati del programma IN-DOLORE con cui il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva ha coinvolto 46 ospedali di 15 regioni, 214 reparti e 711 persone ricoverate per migliorare il grado di attenzione sul diritto ad evitare le sofferenze e il dolore non necessari sancito dalla Carta Europea dei diritti del malato, e ripreso nello spirito dalla Legge 38/10.
 

"E’ oggi più che mai indispensabile avere informazioni attendibili sul rispetto dei diritti dei cittadini in merito alla terapia del dolore, anche perché l'attuale sistema di finanziamento per l'attuazione della Legge 38/2010 è basato sulla presentazione di "Progetti Obiettivo" da parte delle Regioni e sull'assegnazione delle risorse da parte del Ministero. Si tratta di 100 milioni di euro l'anno ed i meccanismi di verifica e controllo sugli stessi progetti sono troppo deboli. Questo sistema va rivisto completamente a partire dal riconoscimento di una forma precisa di rimborsabilità delle prestazioni di terapia del dolore”. Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “IN-DOLORE indica molto chiaramente quali siano le priorità d'intervento; le Istituzioni nazionali e quelle regionali devono puntare sulle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini e professionisti della sanità, sui diritti sanciti dalla Legge 38/2010 e sull'importanza della loro applicazione”, ha continuato Aceti, “oltre che aumentare il livello di attenzione verso anziani e bambini per dare voce a chi non ha voce e curare il passaggio dall'ospedale al domicilio del paziente, vero anello debole del Sistema. Infine è il momento di inserire il parto indolore nei Livelli Essenziali di Assistenza, oggetto di aggiornamento proprio in queste settimane”.

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