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"Tonfa e spray urticante in dotazione alla Polizia locale", l'appello del sindacato

Il sindacato "pone l’accento sull’importanza di consentire agli operatori di Polizia Locale di lavorare in sicurezza, al fine di poter garantire maggiore sicurezza ai cittadini"

Il Sulpl di Forlì-Cesena, il sindacato di categoria della Polizia locale accende i riflettori su una questione che riguarda la Polizia locale di Cesena.

Il sindacato "pone l’accento sull’importanza di consentire agli operatori di Polizia Locale di lavorare in sicurezza, al fine di poter garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Sulla base della normativa vigente il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi tra i quali, nella Polizia Locale, non può assolutamente mancare di considerare quelli probabili di aggressione, violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, nonché quelli congeniti a reati efferati di particolare gravità quali la rapina, l'estorsione, la violenza privata e quelli di derivazione altamente probabile da trattamenti e accertamenti sanitari obbligatori (TSO)".

Il Sulpl chiede "di dotare, previa propedeutica formazione, tutti gli operatori di Polizia Locale del Comune di Cesena di spray irritante e bastone distanziatore di Sicurezza (tonfa), strumento fondamentale per l’autodifesa e la dissuasione. Entrambi sono già inseriti e disciplinati dal  Regolamento all’art. 49 (Regolamento approvato nel lontano 2012). Riteniamo che a distanza di quasi dieci anni, la dotazione di quanto sopra richiesto, non possa e non debba essere ulteriormente dilazionata nel tempo, anche perché da allora la società è mutata e non poco, in peggio, in termini di violenza e mancanza di sicurezza per gli Operatori e per i Cittadini".

"Altro strumento necessario a nostro avviso sono le BodyCam: in Italia già un considerevole numero di Amministrazioni ha dotato la Polizia Locale di Bodycam da indossare sulla divisa. La sicurezza nelle città passa sempre di più attraverso la tecnologia. Un altro aspetto molto importante evidenziato dalla ricerca è legato alla possibilità, da parte degli agenti, di rivedere il loro intervento, anche se in modo “protetto” e all’interno di un protocollo prestabilito che non permetta manomissioni o alterazioni dei filmati e delle registrazioni. Questi strumenti sono necessari per tutelare i lavoratori e i cittadini".

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