Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Siccità, tutti i fiumi sono sotto il livello minimo di vita: monitoraggi di Arpae

Prosegue senza sosta anche l’attività di controllo dello stato idrologico dei fiumi e il monitoraggio costante del Deflusso minimo vitale

Arpae ha emesso, già dal 16 giugno 2017, le ordinanze per i divieti di prelievo idrico dai corsi d’acqua da numerosi bacini, trasmettendoli puntualmente a tutti gli organi preposti ai controlli sul territorio, in particolare al Corpo forestale dei Carabinieri. Lo fa sapere in una nota lo stesso ente regionale per la protezione ambientale.

Inoltre dal 22 giugno il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza nazionale per la siccità anche in Emilia-Romagna. Tale provvedimento è stato disposto in risposta alla perdurante crisi idrica che ha colpito l´intero territorio regionale (in particolare l'Emilia), determinato dalla prolungata assenza di precipitazioni significative da ottobre 2016 e dalle temperature elevate registrate a partire dal mese di giugno. 

L'agenzia, nella sua nota, spiega che “prosegue senza sosta anche nell’attività di controllo dello stato idrologico dei fiumi in Emilia-Romagna, per il monitoraggio costante del Deflusso minimo vitale, aggiornando la situazione ogni settimana”. L’ultimo aggiornamento è del 7 agosto ed indica una situazione critica per tutti i bacini romagnoli: Lamone, Marzeno, Rabbi, Bidente e Uso sotto sotto il livello del deflusso minimo vitale, mentre il dato è mancante per Montone, Savio e Conca, ma l'andamento è il medesimo. 

Le deroghe al divieto del prelievo idrico sono espressamente autorizzate – conclude l'Arpae -: la deroga può essere autorizzata solo su esplicita richiesta, sentite la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità di Bacino distrettuale territorialmente competente ed, eventualmente, l’Ente parco o il soggetto gestore, nel caso in cui le derivazioni per cui è richiesta la deroga siano ubicate all’interno, o siano  a monte, di parchi e aree protette. ?? Il provvedimento di deroga, quando concesso, definisce anche i monitoraggi a carico dei soggetti richiedenti, affinché possano essere messe in campo tempestivamente azioni di mitigazione mirate a garantire che le eventuali deroghe non pregiudichino il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale.

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