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Cronaca

Sottratta dalla madre, bambina cesenate è scomparsa ormai da 7 mesi: nessuno sa ancora dov'è

Assume contorni inquietanti la vicenda della bambina cesenate scomparsa misteriosamente dai radar ormai da 7 mesi

Assume contorni inquietanti la vicenda della bambina cesenate scomparsa misteriosamente dai radar ormai da 7 mesi. Portata dalla madre polacca nel Paese di origine della donna già lo scorso mese di settembre, da fine dicembre ormai si sono interrotti tutti i contatti col padre, un professionista cesenate. A maggio c'era stato l'ordine di rimpatrio imposto dallo stesso giudice in Polonia, ora sospeso in quanto oggetto di ricorso in Appello. Ma da allora non solo il padre non ha contatti con la piccola - nonostante la decisione in tal senso di giudici italiani e polacchi -, ma addirittura pare che nessuno da mesi sappia dove questa si trovi.

Non è nella casa dei nonni materni, dove la polizia ha effettuato controlli. Non è stata portata neanche in tribunale, in Polonia, nonostante la richiesta esplicita del giudice di vederla e sentirla. Ufficialmente non si sa dov'è, né cosa fa. Sparita dalle scuole dove è stata iscritta, sia qulla cesenate, dove aveva frequientato fino al precedente anno scolastico, né in quella polacca dove è stata a un certo punto re-iscritta. Un intero anno scolastico andato in fumo nella diatriba giudiziaria tra madre e padre, dovuta esclusivamente alla fine del rapporto amoroso e non a maltrattamenti o altri reati, tanto che era stato già definito un affidamento congiunto dal Tribunale di Forlì.

Della vicenda è stato interessato anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, città della quale la bambina è ancora ufficialmente cittadina. Ma è ovviamente il canale giudiziario quello su cui il padre e i suoi legali, Sofia Carlino e Barbara Urbini del Foro di Forlì, fanno maggiore affidamento: la prima settimana di settembre, infatti, ci sarà l'udienza di Appello che dovrà decidere se confermare o rivedere l'ordine di rimpatrio definito in primo grado dalle autorità giudiziarie polacche, in applicazione della Convenzione dell'Aja.

L'ordine di rientro in Italia

La bambina cesenate è stata portata via in segreto dalla madre e condotta in Polonia lo scorso settembre, all'insaputa del padre, sradicando la piccola, nata a cresciuta a Cesena, dagli affetti dei parenti, dagli amichetti e dal suo percorso scolastico nella scuola elementare. Il tribunale di Stettino, in Polonia, esaminando il ricorso basato sulla Convenzione dell'Aja, attivato dall'ex compagno della donna e padre della bambina, aveva decretato il 23 maggio scorso che la piccola dovesse rientrare in Italia. La madre polacca era comparsa in udienza, dichiarando però di non voler rivelare dove si trovava la figlia e disattendendo in una successiva udienza la richiesta del giudice di condurla fisicamente in aula.

E' emerso anche che la bambina sia stata iscritta ad una scuola elementare in Polonia, ma poi di fatto non ha mai frequentato, evadendo così anche l'obbligo scolastico, che vale sia in Italia che in Polonia. Il provvedimento di rimpatrio - analogo a quello che, in un caso più celebre, ha imposto che il piccolo Eitan, l'unico sopravvissuto della tragedia della funivia del Mottarone ritornasse da Israele in Italia - non è però ancora esecutivo, in quanto impugnato in Appello. 

La sottrazione

Il professionista cesenate in questi lunghi mesi ha inoltre ricostruito i passi preparatori che l'ex compagna aveva fatto per  organizzare l'espatrio, che non avvenne in tutta fretta ed estemporaneo, giustificato dal dover correre al capezzale di una nonna gravemente ammalata, come sostenuto dalla donna. L'uomo, infatti, si è visto recapitare – senza esserne minimamente a conoscenza – un atto tradotto in italiano ed emesso da un tribunale del Paese natale della ex compagna, in cui veniva rigettata per non competenza la domanda della madre (fatta a sua insaputa) di cambiare la residenza anagrafica della bambina.

Non solo: è emerso che la bambina era stata nel frattempo iscritta ad una scuola sempre nel Paese dell'Est Europa, nonostante fosse già iscritta e avesse frequentato per un anno una scuola elementare a Cesena. Poi da Natale sono sparite anche le rare videochiamate che almeno tenevano almeno aperto un canale di comunicazione tra padre e figlia. Anche un recente provvedimento del Tribunale dei Minori di Bologna, andato finora disatteso, intima alla donna di riportare la piccola in Italia. La madre è stata denunciata anche alla Procura di Forlì.

Lo scorso settembre la piccola aveva frequentato solo la prima settimana di lezioni, in una scuola elementare di Cesena, poi la madre ha deciso di portala all'estero senza avvisare il resto della famiglia, un viaggio di 1.500 chilometri in auto dove il primo messaggio di avviso al padre è arrivato già dopo che la frontiera italiana era stata valicata. Prima la madre ha accampato una serie di scuse per giustificare il mancato rientro, tra cui la malattia di parenti in patria, poi della bambina, poi la rottura dell'auto. Infine avrebbe simulato un rientro in Italia, caricando così di vane speranze il ramo italiano della sua famiglia, per arrivare alla fine a confermare che non è sua intenzione riportare la bambina dove è nata.

La donna già da un paio di anni si era divisa dal compagno cesenate. Un storia sentimentale che è finita, in questo caso, non per violenze o maltrattamenti ma solo per la fine di un rapporto amoroso di coppia. Tanto che il padre ha continuato  sempre ad essere presente nella vita della figlia, anche dopo la separazione dalla compagna. Inoltre ha sempre provveduto al sostentamento della bambina fin dalla nascita, dato che la madre non lavorava, nonché ha sopperito economicamente a molte esigenze della stessa madre anche dopo la fine della relazione. Dopo una battaglia giudiziaria non particolarmente aspra, il Tribunale aveva definito un affidamento congiunto ai due genitori, prevedendo giorni in cui la bambina stava con il padre. Poi la fuga all'estero con la bambina, nata e cresciuta a Cesena.

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