Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Profughi, Romagna Migrante: "Perché i controlli dei due minihub non sono passati ai Comuni?"

Da mesi Romagna Migrante segue le vicende riguardanti le modalità di accoglienza presenti sul territorio cesenate, facendo in particolare da pungolo su due minihub di Macerone e di San Carlo

“Col nuovo patto fra l’Unione dei Comuni Valle Savio e la Prefettura, lo status delle strutture fuori dalla gestione dei Comuni (i due minihub di Macerone e San Carlo) sarebbe dovuto passare sotto il monitoraggio dall’Asp fino alla presa in carico diretta che sarebbe avvenuta da lì a qualche settimana. In che modo l’Asp può dunque monitorare le strutture di Macerone e San Carlo? A un mese e mezzo dalla firma dell’accordo, perché non è ancora avvenuta la presa in carico? Inoltre, l’assessore Benedetti durante la Commissione consigliare tenutasi il giorno 12 aprile, afferma che man mano che l’affluenza di migranti aumenterà nei comuni del nostro territorio, la Croce d’oro andrà ad esaurimento del numero di ospiti. Come è possibile dunque che sia a Macerone che a San Carlo continuino ad arrivare nuovi migranti?”: è la domanda che viene posta dall'associazione “Romagna Migrante”.

Da mesi Romagna Migrante segue con preoccupazione le vicende riguardanti le modalità di accoglienza presenti sul territorio cesenate, facendo in particolare da pungolo sulle “condizioni degli ospiti dei due minihub di Macerone e di San Carlo – si scrive una nota – segnalate dalle testimonianze dei parlamentari Zampa e Lattuca in seguito ai sopralluoghi avvenuti in entrambe le strutture. Senza dimenticare le testimonianze dirette degli ex-ospiti che ascoltiamo tutti i giorni in ogni angolo di città. Eppure le conseguenze di tali segnalazioni sono state tutt’altro che incisive e rilevanti: le due ispezioni prefettizie non hanno considerato attendibile il coro dei ragazzi che, in un italiano zoppicante, tentavano di comunicare le loro condizioni nella struttura”.

“Dopo un primo tentativo di alleggerire le strutture dall’esagerato numero di inquilini (alcuni sono stati trasferiti nei nuovi centri dalla Croce d’oro, a Ribano e a Borghi), ad oggi sono ricominciati gli arrivi in entrambi i centri. Se per l’Unione Valle Savio è una questione di primaria importanza mantenere un modello di accoglienza diffusa sul proprio territorio – massimo 25 persone in ogni struttura-, perché non si preoccupa di verificare quanti sono effettivamente gli ospiti della Croce d’oro invece di nascondersi dietro al fatto che sia unica ed esclusiva competenza della Prefettura, la quale a sua volta giustifica ogni mossa con la scusa dell’emergenza? Come sottolineato da Santi di "Cesena Siamo Noi", se i due centri in questione sono sul territorio dell'Unione Valle Savio, quest'ultima ha il dovere di preoccupare e incaricarsi di quanto accade dentro le case di San Carlo e Macerone”.

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